Milano: pacco sospetto nella metro, evacuata e chiusa la stazione Duomo

Cresce l‘allerta in Italia in seguito agli attentati di Parigi avvenuti lo scorso venerdì. Nella giornata di ieri, la città di Milano ha vissuto momenti di paura, a causa di un’allarme bomba a Milano che ha provocato l‘evacuazione della fermata Duomo. A far scattare l’allarme, è stato un trolley sospetto, ritrovato alla fermata della Metropolitana Duomo, sulla linea 3 della metropolitana di Milano in direzione Comasina.

La stazione della linea gialla in seguito alla segnalazione, è stata evacuata e chiusa nel pomeriggio per un pacco sospetto; la stazione della linea gialla era stata immediatamente sgomberata e i treni non passavano mentre la fermata Duomo della linea rossa è rimasta aperta. Grazie all’immediato intervento degli artificieri, l’allarme bomba è rientrato, in quanto si è constatato che si trattasse di una valigia dimenticata e così la fermata Duomo sulla linea 3 è stata riaperta.Gli artificieri hanno comunicato che dentro il trolley non vi era alcuna traccia di esplosivo; molto probabilmente la borsa era stata dimenticata da qualcuno.

L’allarme è così rientrato alle ore 18 circa.E’ stata la questura per motivi di precauzione a far evacuare la metropolitana. Altro allarme terrorismo a Roma, dove nella giornata di ieri nella stazione di Lepanto, una delle stazioni più vicine al Vaticano e per questo motivo più sorvegliate, è stato rinvenuto un pacco sospetto.Sul posto sono intervenuti gli esperti della polizia di Stato che dopo aver messo in sicurezza la metro hanno consentito il ripristino della linea, anche se in ritardo. Il pacco, totalmente incustodito si trovava sulla banchina della metro direzione Anagnina.

Dopo l’allerta lanciato dall’Fbi nella Capitale ieri si sono moltiplicati i falsi allarmibomba. Panico e tensione anche Milano, con gli artificieri che sono intervenuti alla stazione Duomo, bloccando la circolazione dei treni. Fra psicosi da attentati, paura legittima e tensione, il lavoro degli uomini in divisa diventa sempre più importante e delicato.
Nella Capitale è stata chiusa la stazione Lepanto della metropolitana A.

La linea è stata chiusa a causa di un pacco sospetto trovato sulla banchina della stazione, in direzione Anagnina. La segnalazione è arrivata da alcuni militari dell’Esercito che presidiavano la linea, che hanno allertato la Polizia. Sul posto sono intervenuti gli artificieri e le squadre cinofile per gli accertamenti su quello che è stato definito un «sacchetto». Nel pomeriggio falso allarme anche per la metro C: a Torre Gaia erano state segnalate due borse abbandonate, ma erano solo due piccole borse-frigo lasciate da una ragazzina, che poi è anche ritornata a prenderle. Falso allarme anche all’aeroporto di Fiumicino, per una valigia sospetta trovata nella zona degli arrivi nel Terminal 3. Gli artificieri della Polizia hanno messo in sicurezza l’area, appurando poi che si trattava di un bagaglio «innocuo» dimenticato da qualche viaggiatore.

Intanto il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, ha spiegato che durante tutto il Giubileo sarà istituita una sorta di «No Fly Zone» su Roma. E la giornata non è certo andata meglio a Milano. Poco prima della 18 di ieri la stazione Duomo della linea gialla è stata chiusa ed evacuata su disposizione della Questura per ragioni di sicurezza. La fermata è stata riaperta dopo circa 40 minuti e la circolazione dei treni è tornata alla normalità. Sul posto sono intervenuti gli artificieri per effettuare i controlli. A segnalare la presenza della valigia sospetta abbandonata su una banchina in direzione Comasina erano stati alcuni pendolari.

Dopo le opportune verifiche, non è stato riscontrato alcun elemento di rischio e l’allarme è rientrato. È evidente che l’effetto «Parigi» comincia a farsi sentire sia a Milano che a Roma, senza dimenticare che anche in altre città – a Genova sono state evacuate una scuola e una palazzina di uffici presso un terminal portuale – si stanno moltiplicando le segnalazioni. L’ansia, se non addirittura, la paura, serpeggiano tra romani e turisti che ogni giorno affollano strade e mezzi pubblici delle città d’arte del nostro Paese. «È un effetto normale», spiega Rita Di Iorio, coordinatrice del Gruppo di psicologi delle emergenze dell’Ordine degli psicologi del Lazio, «quando siamo di fronte a questo tipo di emergenze».

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