Ministero Lorenzin firma la Carta Milano

Sono due i protocolli di intesa che ad Expo il Ministero della Salute ha siglato con l’industria alimentare dopo che, durante l’Esposizione Universale, sono stati oltre cento gli eventi di educazione e di sensibilizzazione messi in campo sugli alimenti. A darne notizia è stato proprio il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin nel precisare che i due protocolli sottoscritti sono su base volontaria e riguardano la ‘rimodulazione dell’offerta di alcuni prodotti verso l’infanzia‘, e la ‘autoregolamentazione nella pubblicità‘.

Nel dettaglio il primo protocollo d’intesa che il Ministero ha siglato con l’industria riguarda gli ‘Obiettivi condivisi per il miglioramento delle caratteristiche nutrizionali dei prodotti alimentari con particolare attenzione alla popolazione infantile (3-12 anni)’, mentre il secondo protocollo di intesa va a fissare le ‘Linee d’indirizzo per la comunicazione commerciale relativa ai prodotti alimentari e alle bevande, a tutela dei bambini e della loro corretta alimentazione’.

Tante sono state le associazioni dell’industria alimentare che hanno firmato i due protocolli di intesa a partire dall’Aidepi che rappresenta l’industria del dolce e della pasta, e passando per l’Aiipa per le industrie prodotti alimentari, Confida per la distribuzione automatica, AssoLatte per il settore lattiero caseario. Ed ancora AssoBibe per le industrie delle bevande analcoliche, MinerAcqua per le industrie delle acque minerali e la Fipe per i pubblici esercizi.

“La Carta di Milano – ha spiegato il ministro Lorenzin – traduce gli intenti di Expo in azioni e politiche, che metteremo in campo nei prossimi anni. Dal punto di vista sanitario abbiamo in realtà già cominciato, perché in questi giorni abbiamo firmato importanti memorandum con Paesi di tutto il mondo proprio per collaborare insieme sulla sicurezza e la tracciabilità dei prodotti, sull’implementazione dei sistemi agroalimentari, sulla sostenibilità e dal punto di vista della prevenzione delle malattie non trasmissibili, così come su tanti altri temi che riguardano la salute pubblica e che vedono nell’Italia una leadership riconosciuta nel mondo”.

“Non siamo abituati a vederci leader – ha aggiunto – ma sui temi della sanità e della salute ci vedono davvero così. Questa leadership porta con sé anche un peso di responsabilità: non dobbiamo quindi avviare solo in casa nostra azioni avanzate e mirate sulla prevenzione, sulla sicurezza alimentare e sulla cultura della nutrizione, ma anche aiutare i Paesi vicini e lontani con cui siamo in collaborazione”.

La Carta di Milano, quindi, non è solo un ‘pezzo di carta’ “ma un vero e proprio moltiplicatore: “Le strategie di sicurezza alimentare, così come la lotta alle pandemie o le strategie per il miglioramento della salute nel mondo sono ‘win to win’, vanno cioè fatte tutti insieme perché siano efficaci. E questo – ha concluso il ministro – va fatto implementando modelli che poi vengono applicati in tutto il mondo, nel rispetto ovviamente delle diverse culture”.

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