Monica Bellucci: A 50anni seduco anche 007

Non ha paura del tempo che passa, Monica Bellucci. Anzi,  l’età che avanza le permette di fare sfoggio della sua professionalità e del suo talento. Protagonista accanto a Daniel Craig di Spectre, ultimo capitolo della saga di 007 , la diva per eccellenza del nostro cinema si cimenta col suo primo ruolo da Bond Lady. A 51 anni l’interprete umbra sembra aver fatto un patto col diavolo e ha ancora fascino da vendere. «In Francia le attrici vengono chiamate mademoiselle, cioè signorine, a tutte le età. Quindi, in questo senso, anch’io mi sento così, una bambina che non cresce mai», racconta Monica, protagonista anche dell’ultima Festa del Cinema di Roma, dove ha presentato Ville-Marie, una pellicola diretta dal regista canadese Guy Edoin.

«So chiedere scusa alle mie figlie»
Incontrando la Bellucci, oltre che dall’aspetto fisico, si è colpiti dai suoi modi pacati e dalla sua saggezza. «Lontano dal set, sono solo una donna. E una mamma per le mie figlie», sottolinea. Quando sta insieme a Deva e Léonie – nate dal suo matrimonio con l’attore francese Vincent Cassel, da cui si è separata due anni fa – Monica smette i panni da diva e si mostra per ciò che è.
Che cosa significa per lei essere madre?
«Significa esserci e saper anche chiedere scusa ai propri ragazzi. Con Deva e Léonie, io l’ho sempre fatto. Dico a tutte e due di prendere la parte migliore di me e del loro papà. E di buttare via il resto, tutto ciò che a loro non piace di noi. Per me le mie figlie sono vere star e dovrebbe essere così per tutti i bambini».
Il mestiere di attrice può essere un ostacolo per vivere la maternità nel quotidiano?
«Ho molti amici, figli di attori, che da piccoli hanno sofferto parecchio a causa delle vite sotto i riflettori dei loro genitori. Per questo spero e cerco di non ripetere gli stessi errori con le mie bimbe e di mostrarmi per quella che sono, senza glamour né finzioni. Ho sempre fatto di tutto perché mi vedessero solo come una madre e mi auguro che nella vita, in futuro, abbiano di meglio da fare che guardare i miei film. Devono vivere nella loro realtà e non in quella della loro mamma».
Lei ha superato i cin- quant’anni: qual è il suo rapporto con la bellezza?
«La bellezza è un dono che ci è stato dato, ma non bisogna esserne fieri. Quello che è importante, invece, è condurre una ricerca personale. Io lo faccio nel mio lavoro, sperimentando sempre nuovi ruoli. Oggi interpreto personaggi diversi rispetto a quelli che mi offrivano quindici anni fa: perdere la bellezza della gioventù mi ha aiutato a conquistarne un’altra, che posso mettere nei ruòli e nella vita vera».
«Voglio fare come le mie nonne»
C’è un segreto per conservare la bellezza?
«L’unico modo è coltivare la bellezza interiore. E, quando dico questo, penso anche alle mie nonne, alla loro forza e alla loro saggezza. L’età serve per creare altre cose: il corpo invecchia, ma l’anima no…».
Nel film Spectre lei interpreta la prima Bond Lady nella sloria di 007 che conquista l’agente segreto con il fascino della maturità…
«Sì,  Lucia Sciarra è la vedo va di un criminale ucciso da Bond, una donna che fornisce all’agente segreto le informazioni per portare avanti la sua missione. Sinora nessuna cinquantenne aveva mai affiancato 007 sullo schermo. Lucia è una donna che, anche se non ha più la bellezza di quando era giovane, ha una femminilità che le salva la vita e che seduce il protagonista».
Tra i vari attori che nel corso degli anni hanno impersonato Tagente segreto 007 qual è il suo preferito?
«Il Bond che mi ha fatto sognare è stato quello interpretato da Sean Connery: mascolino e protettivo».
Che ci racconta dell’ultimo Bond, Daniel Craig?
«Mi è piaciuto recitare con lui perché è un attore eclettico, dotato di grande carisma e di forte sensualità».

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