Morti ospedale di Lugo, ex infermiera si difende: ‘Mai ucciso’, fece foto con un cadavere

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Daniela Poggiali, 43 anni, accusata di omicidio, ha negato alla Corte d’Assise di Ravenna ogni coinvolgimento nelle morti che ci sono state all’ospedale Umberto I di Lugo. L’ex infermiera, che ha risposto a tutte le domande che sono state poste dai magistrati, ha inoltre fatto presente di non aver mai rubato nulla presso la struttura ospedaliera dove lavorava.

Daniela Poggiali, salita agli onori della cronaca per essersi fatta fotografare accanto ad una paziente che era deceduta, è chiamata a difendersi dall’accusa di omicidio, ed in particolare dalla morte della 78-enne Rosa Calderoni. Secondo l’accusa Daniela Poggiali avrebbe ucciso la paziente con un’iniezione di potassio cloruro.

In accordo con quanto riportato da IlRestodelCarlino.it, ci sono punti contro l’ex infermiera ma anche punti a favore a partire dall’assenza di un video o di un documento fotografico che accerti le sue presunte responsabilità nella morte di Rosa Calderoni. E questo anche considerando il fatto che nelle intercettazioni telefoniche non sono presenti frasi esplicite così come non ci sono testimonianze di pazienti o di colleghi che effettivamente l’abbiano vista iniettare potassio ai pazienti.

Detto questo, tra i punti contro di lei ci sarebbe il fatto che durante i suoi turni di lavoro il tasso di mortalità dei pazienti sarebbe raddoppiato, ma al riguardo in aula ha risposto con un ‘Sono sfortunata, non lo so…’. Inoltre, alcune colleghe in concomitanza con i decessi sospetti l’avrebbero vista fuori dal proprio settore, ma trattasi anche questo caso di un indizio che non può provare da solo la sua colpevolezza.

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