Morto dopo un Tso,secondo le analisi l’uomo è morto per ipossia

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Sono state rese note le cause che hanno indotto la morte del 45enne torinese malato di schizofrenia, morto lo scorso 5 agosto durante un ricovero forzato. Stando a quanto emerso, sembra che l’uomo sia morto a causa della forte compressione al collo, praticamente dai vigili urbani durante un TSO, costringerlo a salire sull’ambulanza; questo avrebbe provocato una ipossia, ovvero una gravissima carenza di ossigeno che ha portato il decesso dell’uomo.

L’ipossia, stando agli investigatori coordinati dal Pm Raffaele Gaurinielo ha causato un’anemia cerebrale acuta, la perdita di coscienza ed ancora un danno cardiaco secondario. Al momento, i soggetti coinvolti, ovvero tre agenti della polizia municipale e lo psichiatra che aveva autorizzato il trattamento sanitario obbligatorio,rimangono indagati per omicidio colposo. Diverso il responso dei consulenti medici delle difese i quali hanno avanzato un’ipotesi diversa, ovvero quella della forte scarica di adrenalina,e dunque nessun soffocamento e nessun strangolamento. Per la difesa, dunque si è trattata di morte aritmica, per usare le parole utilizzate dagli specialisti, dettata comunque da un eccesso di iperincreazione, o uno spavento eccessivo.

L’avvocato della Famiglia,Giovanni Maria Soldi, dichiara:“A me sembra improbabile. I segni della compressione del collo ci sono e sono evidenti: quell’intervento è stato troppo invasivo ed è stato protratto troppo a lungo. In ogni caso, adrenalina o no, cambia poco. Un soggetto schizofrenico è più esposto a certi pericoli e deve essere gestito secondo modalità specifiche. Non si poteva procedere in quel modo”.Bisognerà attendere le prossime settimane per cercare di capire cosa sia realmente successo.

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