Morto Emilio Bianchi,l’ultimo superstite dell’Impresa di Alessandria

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L’Italia da il suo ultimo saluto ad Emilio Bianchi, l’ultimo superstite della gloriosa Impresa di Alessandria, che portò all’affondamento di due corazzate britanniche nel 1941. Bianchi, è morto all’età di 103 anni a Torre del Lago in provincia di Lucca dove viveva. Bianchi, come anticipato, era l’ultimo incursore superstite dell’eroica impresa d’Alessandria dell’allora Regia marina italiana, si trovava tra i sei marinai del sommergibile Scirè, comandato da Valerio Borghese, che proprio 74 anni fa,nella notte tra il 18 ed il 19 dicembre 1941 a bordo di tre siluri maiali provocarono l’affondamento delle corazzate inglesi Valiant e Queen Elizabeth e danneggiarono una petroliera.

La notizia è stata diffusa nella giornata di ieri dal Ministro, che in una nota scrive quanto segue:«Si è spento oggi l’ultimo degli eroi dell’impresa di Alessandria dove il coraggio e l’ardimento permisero di ottenere altissimi risultati. La sua morte rappresenta una grande perdita per la Difesa. Il Comandante Bianchi Medaglia d’oro al Valor Militare per l’impresa del 1941, ha lasciato un segno profondo. In tutti noi resterà il ricordo indelebile di un uomo che ha servito le istituzioni e il nostro Paese con totale dedizione e incondizionato attaccamento ai valori della Patria. Se n’è andato oggi una figura eroica della storia della Marina, della Difesa e dell’Italia intera».

Bianchi fu Medaglia D’Oro al Valor Militare, con questa motivazione:“Eroico combattente, fedele collaboratore del suo ufficiale, dopo averne condivisi i rischi di un tenace, pericoloso addestramento, lo seguiva nelle più ardite imprese e, animato dalla stessa ardente volontà di successo, partecipava con lui ad una spedizione di mezzi d’assalto subacquei che forzava una delle più potenti e difese basi navali avversarie, con un’azione in cui concezione operativa ed esecuzione pratica si armonizzavano splendidamente col freddo coraggio e con l’abnegazione degli uomini.Dopo aver avanzato per più miglia sott’acqua e superato difficoltà ed ostacoli di ogni genere, valido e fedele aiuto dell’ufficiale le cui forze erano esauste, veniva catturato e tratto sulla nave già inesorabilmente condannata per l’audace operazione compiuta.Noncurante della propria salvezza si rifiutava di dare ogni indicazione sul pericolo imminente, deciso a non compromettere l’esito della dura missione. Col suo eroico comportamento acquistava diritto all’ammirata riconoscenza della Patria e al rispetto dell’avversario. Alessandria, 18 – 19 dicembre 1941″.

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