mercoledì , 17 gennaio 2018

Andrea morto in seguito ad un TSO, è stato preso per il collo e soffocato

Una tragedia è avvenuta a Torino, dove un uomo di 45 anni, Andrea Soldi, torinese è morto durante un Tso. «L’intervento è stato un po’ invasivo. Lo hanno preso al collo.Aveva le manette, non volevo caricarlo, mi hanno ordinato di farlo, messo a pancia in giù, e portarlo così», è questo quanto detto nel corso di una comunicazione avvenuta fra l’equipaggio dell’ambulanza e la centrale operativa del 118 durante il trasporto dell’uomo.

L’audio in questione sarebbe stato acquisito dai carabinieri del Nas e incluso negli atti dell’inchiesta del Pm Raffaerle Guariniello. Da quanto emerso, gli indagati al momento sarebbero quattro, ovvero tre agenti della polizia municipale Enri Botturi, Stefano Delmonaco e Manuel Vair, i quali erano andati a prendere l’uomo, che si trovava in una piazza di Torino, ovvero Piazzale Umbria, dove aveva dato segni di escandescenza e lo psichiatra Pier Carlo della Porta.L’uomo, infatti, soffriva di schizofrenia. Gli esiti arrivati dall’autopsia parlano di una stretta al collo troppo prolungata, una delle cause che avrebbe condotto l’uomo alla morte.Morto in seguito ad un TSO, spunta l'audio di una telefonata Lo hanno soffocato

” Il paziente è morto per “choc da compressione latero-laterale al collo”, è questa l’ipotesi formulata dal medico legale Valter Declame. Gli indagati, sono adesso accusati di omicidio colposo. Anche gli ispettori del Ministero della Salute sono giunti a Torino per cercare di far luce sulle procedure per il trattamento sanitario obbligatorio e nella giornata di ieri gli stessi hanno incontrato il direttore generale della sanità piemontese, Fulvio Moirano, per indagare sulle modalità di applicazione da parte della Asl delle procedure. 

Lo hanno preso per il collo e lo hanno fatto un po’ soffocare”. Mercoledì 5 agosto l’ambulanza sta portando Andrea Soldi, paziente psichiatrico di 45 anni e 120 chili di peso, in un ospedale di Torino per un trattamento sanitario obbligatorio (Tso) disposto da uno psichiatra. Soldi, schizofrenico, non vuole sottoporsi alle cure e il medico ha disposto il trattamento su richiesta del padre. Tre a- genti della polizia municipale lo bloccano vicino a una panchina di piazza Umbria. Lo prendono conlebuone anche se lui è calmo, lo mettono a terra, gli ammanettano i polsi dietro la schiena e lui perde i sensi. “Aveva le manette ai polsi e io non volevo caricarlo, ma mi hanno ordinato di farlo. E di portarlo a pancia in giù”. Lo raccontava in diretta l’autista dell’ambulanza al centralino del 118.

Da ieri quella registrazione è stata ottenuta dai cara- binieridel Nucleo antisofisticazione e salute (Nas) di Torino, comandati dal maggiore Michele Tamponi, e consegnata al procuratore Raffaele Guariniello, titolare dell’inchiesta su Erri Botturi, Stefano Delmonaco e Manuel Vair, i tre agenti della Polizia municipale intervenuti per il Tso, e sul medico psichiatra Pier Carlo DellaPorta. I quattro sono indagati per omicidio colposo. La procura sta anche valutando se ipotizzare il reato di omissione di soccorso, ma prima di contestare quest’accusa aspetta le relazioni dei consulenti che lunedì hanno eseguito l’autopsia e devono sviluppare gli esami.

ALL’INIZIO DI QUESTA settimana, dalle prime risultanze dell’esame autoptico, è emerso che Soldi non sarebbe morto direttamente per soffocamento, ma per la pressione subita al petto mentre veniva fermato dagli agenti, una pressione che ha provocato una crisi respiratoria aggravata durante il viaggio in ambulanza, quando – privo di sensi – è stato caricato con i polsi ammanettati dietro la schiena e in posizione prona, a pancia in giù, su un mezzo rovente, senza aria condizionata. Questa manovra, si apprende da fonti vicine all’inchiesta, è inconsueta: non avrebbe dovuto essere ammanettato così, né essere messo su una barella a pancia in giù. Inoltre avrebbe dovuto essere rianimato, ma a bordo non c’era nessun medico per farlo: c’erano solo l’infermiere del centro di salute mentale dell’Asl 2 di Torino, l’équipe paramedica del 118 e l’ispettore della municipale che ha bloccato Soldi, Del monaco. È in questo momento che l’autista dell’ambulanza, in contatto con la centrale, si lamenta: sa che Soldi non può essere trasportato così e si oppone, ma così gli è stato imposto. “Cosa vuoi farci – gli risponde la centralinista -, il mondo è dei prepotenti”.

C’è un altro particolare che solleva dubbi. Dalla registrazione emerge che Botturi, Delmonaco e Vair, i tre agenti della pattuglia “Pegaso 6” del “Nucleo progetti e servizi mirati” (la sezione specializzata negli interventi particolarmente complessi), avevano richiesto all’équipe del 118 una copia del loro verbale dell’intervento. Lo comunicava sempre l’autista al centralino. Unarichiestainsolita. Altre informazioni potranno arrivare dalle conversazioni dei “civich”, come vengono chiamati in torinese: ieri mattina il pm Guariniello ha inviato al comandante della Polizia municipale Alberto Gregnanini una richiesta scritta per ottenere le registrazioni.

“QUESTA CONVERSAZIONE dà la conferma alle prime ipotesi emerse – spiega l’avvocato della famiglia Giovanni Maria Soldi, cugino della vittima Si sarebbe trattato di una manovra invasiva che non ha portato al soffocamento diretto, ma ha provocato una crisi respiratoria che è peggiorata”.
Intanto ieri a Torino sono entrati in azione anche gli ispettori del ministero della Salute che in mattinata hanno incontrato il direttore generale della sanità piemontese, Fulvio Moirano, per fare il punto sulle modalità di applicazione da parte delle Asl delle procedure.

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