Napoli, proprietario della Pasta di Gragnano ferito ad un polpaccio : lo sfogo su Facebook

“In vita mia ho fatto sempre e solo del bene e creato posti di lavoro onestamente… Forse ho sbagliato?”. Sono state queste le parole scritte, in uno sfogo attraverso il proprio account Facebook, da Ciro Moccia, titolare, insieme ai fratelli, della celebre fabbrica della Pasta di Gragnano che nel corso di un agguato è stato ferito ad un polpaccio. Era poco prima di mezzanotte quando Ciro Moccia, 45 anni, si trovava in macchina con il figlio proprio davanti casa quando, un motorino che attendeva il suo arrivo, e con sopra due persone, si è affiancato alla macchina dell’uomo sparando ben dodici colpi. Fortunatamente però solamente un colpo ha raggiunto Ciro Moccia ferendolo nello specifico al polpaccio.

Sulla questione si è espresso il fratello Antonino Moccia, il quale ha nello specifico affermato “Non sappiamo darci una spiegazione dell’accaduto, di solito questi gesti avvengono dopo alcuni avvertimenti, ma noi non abbiamo avuto alcun segnale e nessuna richiesta. Sembra quasi uno sgarro. Una cosa è certa, i due non volevano ucciderlo perché hanno sparato basso”. Subito dopo l’agguato l’uomo è stato soccorso e trasferito presso l’ospedale, a Castellammare di Stabia, comune italiano della città metropolitana di Napoli, in Campania, dove i sanitari lo hanno sottoposto ad un delicato intervento chirurgico.

Vincenzo Zurlo, presidente dell’associazione Legalmente Italia, ha voluto esprimere la sua vicinanza a Ciro Moccia affermando “Esprimo la massima vicinanza possibile all’amico Ciro Moccia, vittima di un vile agguato. Ciro è da sempre dalla parte della legalità, per anni ha avuto come unico interlocutore le forze di polizia”. 

L’hanno aspettato sotto casa. Hanno atteso che arrivasse e quando, verso mezzanotte, la sua Merce- des Classe A si è fermata davanti al cancello elettrico, hanno affiancato l’auto a bordo di uno scooter e hanno sparato. Dodici colpi (i primi due si sono conficcati nel paraurti), uno dei quali ha trapassato lo sportello e raggiunto al polpaccio l’obiettivo dell’agguato: Ciro Moccia, imprenditore che insieme ai fratelli è titolare della storica azienda «Fabbrica della Pasta» di Gragnano.

Moccia, che stava rientrando insieme con il figlio dal ristorante del gruppo che è annesso allo stabilimento industriale, è stato immediatamente soccorso e trasportato in ospedale a Castellammare, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Una gambizzazione, questa, inaspettata. E inspiegabile. Perchè i familiari dell’imprenditore hanno confermato agli inquirenti di non aver avuto alcuna minaccia o richiesta da ambienti della criminalità organizzata.

Ciro Moccia, 45 anni, erede di una tradizione centenaria di lavorazione della pasta di Gragnano, rappresenta l’emblema dell’imprenditoria dell’arte bianca che impone con successo il Made in Italy sul piano internazionale. Ieri ha postato su Facebook una sua interpretazione: «Troppe cose penso in queste ultime ore, specie che in vita mia ho fatto sempre e solo del bene e creato posti di lavoro onestamente…Forse ho sbagliato?». Moccia è presidente del Nuovo Consorzio per la tutela della Pasta di Gragnano Igp, appartenente a una famiglia di imprenditori della pasta, con il popolare marchio «La Fabbrica della Pasta», è titolare di supermercati alimentari della catena «Decò», anche a Capri e, di recente, di un ristorante e pizzeria di grido, aperto nel centro di Gragnano, nel palazzo dell’ex pastificio Di Nola chiuso negli anni Sessanta e riaperto dalla famiglia Moccia con il nome «La Locanda della Pasta di Gragnano».

Vincenzo Zurlo, presidente dell’Associazione anticamorra «Legalmente Italia» ha scritto: «Esprimo la massima vicinanza possibile all’amico Ciro Moccia, vittima di un vile agguato che è da sempre dalla parte della legalità».

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