Nasce un colosso delle tlc: Wind e 3 Italia si fondono

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Sarà Maximo Ibarra, attuale ceo di Wind, a guidare da amministratore delegato la nuova realtà che nascerà dalla fusione della stessa Wind e 3 Italia, mentre il presidente del futuro consiglio di amministrazione sarà nominato alternativamente dalle due società ogni 18 mesi. Dopo una lunga trattativa ieri è arrivato l’annuncio del matrimonio, 50 e 50, tra i due operatori telefonici che si concretizzerà entro 12 mesi. Un annuncio poco ortodosso, vista la portata dell’accordo. È stato infatti Jean-Yves Charlier, ad della russa Vim- pelcom, controllante di Wind, a parlare della chiusura dell’operazione durante la conference cali con gli analisti sui conti del primo semestre. Poi è seguita la nota delle due compagnie. Da dove risulta che Vincenzo Novari, attuale ad di 3 Italia, sarà nominato come consulente senior per l’Italia di Hutchison ed entrerà nel cda della «JV Holdco» dopo il completamento dell’operazione.

Bon ton a parte, si tratta di un matrimonio importante, quanto delicato, visti i numeri che ne deriveranno. Con oltre 31 milioni di clienti mobili e 2,8 nel fisso, «dall’integrazione ci si attende di realizzare efficienze per un valore attuale di oltre 5 miliardi di euro al netto dei costi di integrazione. I ricavi complessivi delle due società nel 2014 ammontavano a 6,4 miliardi di euro. Il deal rappresenta una delle più grandi operazioni di M&A in Italia dal 2007», hanno dichiarato Vimpelcom e Hutchison, la capogruppo cinese a cui fa capo 3 Italia.
Secondo quanto ha riportato ieri il sito del Sole240re, che ha citato fonti vicine alle parti, la neonata entità sarà valutata poco meno di 22 miliardi di euro, con Wind che contribuirà per 14 miliardi e Hutchison per circa 8 miliardi. Dall’operazione nascerà il quarto operatore sul mercato europeo e il primo in Italia, che potrà contare su sinergie pari a 700 milioni. La nuova realtà avrà una quota di mercato pari al 33,5% contro il 32,3% di Telecom, e del 27% di Vodafone.

Ma la riduzione del numero di competitor sul mercato della telefonia porta con sé il rischio di una compressione della concorrenza anche se, e questo è il parere di Carlo Alberto Carnevale Maffè, docente di Strategia aziendale all’Università Bocconi, può alla fine avere risvolti positivi. «Grazie anche alla presenza degli operatori virtuali, il rischio di una riduzione della pressione competitiva sul mercato retail sembra compensato dai benefici derivanti dalla razionalizzazione delle infrastrutture di rete, oltre ai sistemi operativi e distributivi. Ciò potrà liberare capitale per l’auspicato aumento degli investim enti, necessari al passaggio allo standard LTE e al nuovo, grande mercato dell’Internet of Things», dice l’economista. Un altro commento positivo all’operazione è quello di Franco Tatò, già ad di Enel, Fininvest e Mondadori. Un terzo gestore «forte», secondo il manager, potrebbe «spingere gli altri due gestori, che da qualche anno dormono, a migliorare i propri servizi». Anche il premier Renzi ha benedetto l’operazione.

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