Naufragio al largo della Libia, in salvo 400 migranti arrestati gli scafisti

E’ giunta nella giornata di ieri al porto la nave della Marina Militare Irlandese che ha portato in salvo numerosi migranti sopravvissuti al naufragio davanti alle coste libiche. Arrestati nel contempo cinque presunti scafisti che viaggiavano sula stessa nave, si tratta di tre libici e due algerini, ovvero Ali Rouibah, 24 anni, e Imad Busadia, di 23; i libici Suud Mujassabi, 21 anni, Abdullah Assnusi, di 24 e Shauki Esshaush, di 21; agli stessi, tra l’altro la Procura di Palermo ha anche contestato il reato di omicidio.

Stando alle testimonianze raccolte dai migranti sopravvissuti sembra che tra le varie forme di violenza gli scafisti tenevano conto dell’etnia, del prezzo pagato e della condizione sociale; i migranti venivano seviziati dagli scafisti che come anticipato, una volta giunti al porto di Palermo sono stati arrestati dalla Polizia. Il naufragio ha provocato purtroppo tantissime vittime, circa 300, mentre più di 400 sono stati tratti in salvo ed accompagnati al porto di Palermo a bordo di una nave della marina militare irlandese.

“Ho pagato 1.500 dinari (circa mille euro) eravamo 600 sulla barca”, racconta Faruk Seleka, ovvero un trentenne del Bangladesh arrivato in Libia con l’aereo,ed ancora Al Ani Mounes, ingegnere siriano, di 36 anni, si è imbarcato con moglie e due figli, ed al momento non sa se la moglie è riuscita a sopravvivere.Lo stesso Al Ani Mounes, racconta:”Ho pagato 1.600 dinari per me e altrettanti per mia moglie, i bambini non hanno pagato. Ho trovato il contatto con chi organizza i viaggia attraverso amici siriani che vivono in Libia. Il contatto è un libico Riyadh , ho i numeri dei suoi telefoni”. 

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