‘Ndrangheta al Nord: 147 rinviati a giudizio a Bologna, tra cui anche Iaquinta ed il padre

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Sono 147 le persone rinviate a giudizio nel processo di ‘ndrangheta Aemilia, decisione presa dal Gup Francesca Zavaglia, la quale ha soltanto accolto l’impianto accusatorio della Direzione distrettuale antimafia di Bologna. Tra i tanti nomi, spicca quello dell’ex calciatore della nazionale nonchè della Juventus, Vincenzo Iaquinta, campione del mondo nel 2006, accusato insieme al padre Giuseppe.

Il calciatore nello specifico è accusato di violazione delle norme penali in materia di armi, aggravata dall’aver agito soltanto al fine di agevolare l’associazione mafiosa; il padre di Iaquinta invece dovrà rispondere di partecipazione all’associazione mafiosa.

Tra i rinviati a giudizio vi sono anche l’imprenditore edile Augusto Bianchini, il quale è stato accusato di concorso esterno nell’associazione ed anche Michele Bolognino,Marco Mescolini e Beatrice Ronchi. Anche gli organizzatori dell’associazione come Gaetano Blasco ed Antonio Valerio andranno a processo, i quali dalle intercettazioni prese in esame sembra abbiano riso delle scosse del sisma del 2012. Non finisce qui, perchè nel calderone sono finiti anche Gianluigi Sarcone, Pasquale Brescia, Antonio Muto e Alfonso Paolini.

“Avendo presente l’articolo 425 comma III del codice di procedura penale, secondo cui il giudice pronuncia sentenza di non luogo a procedere anche quando gli elementi acquisiti risultano insufficienti, contraddittori o comunque non idonei a sostenere l’accusa in giudizio, riteniamo che questo primo importante step processuale possa essere inteso come una conferma del lavoro sin qui svolto”, ha dichiarato il procuratore di Bologna, Massimiliano Serpi. L’udienza preliminare si è aperta il 28 ottobre scorso, mentre la prima udienza è stata fissata per il 23 marzo 2016 a Reggio Emilia. Appuntamento, inoltre, all’11 gennaio quando si apriranno i processi per gli imputati che hanno richiesto il rito abbreviato.

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