Obbligazioni Banca Etruria, ex dipendente rivela: ‘Ho il suicidio di Luigino sulla coscienza’

Ho il suicidio di Luigino sulla coscienza‘. E’ questa la dichiarazione, in accordo con quanto riportato da ‘Repubblica’, di un ex dipendente della Banca Etruria, uno degli istituti di credito che sono stati salvati dal Governo con un apposito decreto, il cosiddetto Salva-banche che però ha azzerato i risparmi, spesso tutti quelli di una vita, di circa 150 mila titolari di obbligazioni subordinate.

Stando a quanto riportato dal Quotidiano l’ex dipendente di Banca Etruria, un promotore finanziario, vendeva le obbligazioni rischiose con ‘la banca che ci obbligava a mentire ai clienti’. Le dichiarazioni dell’ex dipendente dell’Istituto confermano i dubbi che i titoli siano stati piazzati a persone che al più nella loro vita avevano investito in Bot.

E’ stato uno dei primi clienti ai quali ho proposto l’investimento“, dice quasi commosso al cronista di Repubblica, riferendosi a Luigino D’Angelo; l’ex dipendente di Banca Etruria, licenziato un anno fa, ora si occupa del montaggio di caldaie a Civitavecchia.

In pratica le obbligazioni subordinate venivano piazzate presentando un documento tutt’altro che redatto con criteri e principi di trasparenza. Luigino D’Angelo ‘firmò il questionario che sottoponevamo, nelle prime pagine c’era scritto ‘investimento a basso rischio, poi in quelle successive il rischio diventava alto, ma era un carteggio di 60 pagine che nessuno leggeva‘, ha dichiarato l’ex bancario. E questo perché tra i promotori delle filiali c’era una vera e propria corsa a piazzare le obbligazioni dell’Istituto tra i risparmiatori sebbene fosse chiaro che non fossero titoli adatti a chi perlopiù comprava i Bot.

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