Olio di oliva falsificato e spacciato per extravergine: sette grandi aziende italiane sotto indagine per frode a Torino

Il pm Raffaele Guariniello della procura di Torino ha informato il ministero delle politiche agricole in merito al reato di frode in commercio che, per quel che riguarda l’olio di oliva extravergine, viene contestato a sette aziende del settore. Questo perché, contrariamente a quanto indicato, l’olio di oliva in commercio in realtà non era extravergine.

La frode è stata contestata, in particolare, ai rappresentanti legali delle sette aziende del settore dopo che i carabinieri del Nas, a seguito della segnalazione di una testata giornalistica specializzata, hanno prelevato dei campioni di olio che poi sono stati esaminati dai laboratori delle agenzie delle dogane.

Secondo la Coldiretti, l’indagine sui grandi marchi di olio extravergine di oliva è legata anche al fatto che le frodi vengono favorite dalle importazioni del prodotto dall’estero che, con ben 666 mila tonnellate di olio di oliva e sansa, nel 2014 hanno raggiunto livelli record con un +38% rispetto al 2013.

In accordo con quanto riporta il sito Internet dell’Organizzazione degli agricoltori, i brand di olio extravergine di oliva che sono finiti sotto la lente della Procura di Torino sono i seguenti: Bertolli, Sasso, Primadonna (nella versione confezionata per la Lidl), Carapelli, Antica Badia (per Eurospin), Coricelli e Santa Sabina.

‘Occorre fare al più presto luce per difendere un settore strategico del Made in Italy‘, ha aggiunto la Coldiretti nel ricordare come il nostro Paese sia il secondo produttore mondiale di olio di oliva dopo la Spagna. L’Italia è però anche il primo importatore mondiale di oli di oliva; oli che secondo l’Organizzazione degli agricoltori vengono spesso mescolati con quelli nazionali.

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