Omicidio Loris Stival, dice il medico legale: “Mentre stava soffocando gli furono legati i polsi”

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Fonte: Settimanale Giallo di Angela Corica e Roberto Vergani Loris è stato soffocato con una fascetta dello stesso tipo usata successivamente dal suo assassino per legargli i polsi, come si evince dall’autopsia. Quando fu immobilizzato, il piccolo si trovava in uno stato di incoscienza, quindi non può essersi legato i polsi da solo, come sostiene Veronica”. L’autopsia non lascia spazio ad alcun dubbio: Loris Stival, 8 anni, è stato ucciso. Non si è trattato, come dice la sua mamma Veronica Panarello, 27 anni, di un tragico incidente domestico. La giovane, come avrete letto sul numero della scorsa settimana, ha nuovamente cambiato versione riguardo alla mattina del 29 novembre 2014, quando Loris fu trovato morto in un canalone a Santa Croce Camerina (Ragusa). Veronica ha raccontato di aver visto Loris morire sotto i suoi occhi, ma ha negato di averlo ucciso lei.

«Si è soffocato da solo, mentre giocava con le fascette», è la sua nuova inverosimile ricostruzione dei fatti. Dopo che per un anno aveva giurato di aver portato il figlio a scuola quella tragica mattina, adesso ammette che Loris era a casa con lei, ma racconta una versione fuori da ogni logica. A smentirla ce il marito Davide Stivai, di cui vi parleremo più avanti, ma soprattutto ci sono i risultati dell’autopsia, di cui Giallo vi riferisce in esclusiva. Prima, però, di riportare alcuni stralci di questo documento, rileggiamo ciò che ha detto Veronica riguardo alla morte del figlio. Ha raccontato la donna: «Loris, la sera prima di morire, ha giocato con alcune fascette di plastica, con le quali si era legato le mani. Questo spiega perché quando è stato trovato morto aveva dei segni sui polsi. La mattina successiva stava giocando con le stesse fascette e se n’è stretta una intorno al collo. Quando ho visto che non respirava più, presa dal panico ho gettato in un fosso il suo corpicino». Fermiamoci qui e leggiamo ciò che invece il medico legale, dottor Giuseppe Iuvara, ha scritto nell’autopsia eseguita sul cadavere del bimbo.

“LE FUNZIONI VITALI ERANO COMPROMESSE’ Il medico, su richiesta della Procura di Ragusa, ha presentato nelle scorse settimane un’integrazione ancora più chiara e dettagliata, che fuga ogni dubbio circa le cause e la dinamica della morte di Loris. Ha scritto il dottor Iuvara: «Risulta assolutamente verosimile l’ipotesi di una contenzione attuata con lo stesso mezzo usato per lo strangolamento, ma applicato solo in una fase di grave compromissione di coscienza, ovvero a funzioni vitali ormai irrimediabilmente compromesse». Parole tecniche e di non facile comprensione, che spieghiamo in maniera più semplice.

A Loris sono stati legati i polsi con una fascetta identica a quella usata per strangolarlo. Inoltre, il bambino è stato immobilizzato mentre era già incosciente. Ciò significa che i segni sui polsi sono l’effetto di un’azione avvenuta dopo lo strangolamento, e non prima, come sostenuto da Veronica. Anzi, la donna è arrivata addirittura ad affermare che i segni sui polsi del bambino fossero la conseguenza di un gioco che il piccolo aveva fatto la sera prima di morire. Ma questa tesi è stata completamente smontata dall’autopsia. Sul documento si legge ancora: «Gli esami istologici hanno escluso la presenza di impronte delle regioni esterne dei polsi, a differenza del solco cervicale e delle lesioni retroauricolari, configurandone un determinismo successivo rispetto a queste ultime». Cosa significa? Significa che le lesioni ai polsi sono posteriori rispetto a quelle sul collo.

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