Omicidio Marco Vannini: Le prime indiscrezioni sulle perizie effettuate sulla scena del crimine smentiscono la ricostruzione fornita dalla famiglia Ciontoli

Fonte: Settimanale Giallo di Gian Pietro Fiore Marco Vannini potrebbe non essere stato ucciso in bagno”. È questa la prima indiscrezione sulle analisi scientifiche per l’omicidio di Marco Vannini, il bagnino di 20 anni ucciso con un colpo di pistola la sera del 17 maggio mentre si trovava nell’abitazione della sua fidanzata a Ladispoli, in provincia di Roma.

L’OMICIDIO E AVVENUTO AL PIAN TERRENO? Del brutale omicidio si è fin da subito autoaccusato Antonio Ciontoli, 48 anni, l’ex suocero della vittima. La versione dell’uomo, riferita nel corso dei numerosi interrogatori, non ha però mai convinto gli inquirenti, che dopo cinque mesi di meticolose indagini hanno iscritto nel registro degli indagati cinque persone. Oltre allo stesso Ciontoli, sono accusati di omicidio volontario anche i figli Martina e Federico, la moglie Maria e Viola, la fidanzata di Federico. Tutti erano presenti sulla scena del crimine. Uno di loro, la maledetta  sera del 17 maggio, ha esploso un colpo di pistola ferendo a morte Marco Vannini.

Chi ha sparato? Perché nessuno dei cinque ha chiamato subito i soccorsi dopo il ferimento del povero ragazzo? Mentre gli inquirenti stanno cercando di dare delle risposte a queste inquietanti domande, arrivano le prime conferme riguardo al luogo in cui è avvenuto il delitto. Conferme che smentiscono categoricamente Antonio Ciontoli. L’uomo, infatti, continua a ripetere di aver sparato nel bagno della sua villetta mentre maneggiava una pistola Beretta 380 che Marco aveva chiesto di mostrargli. Il militare, inoltre, sostiene di aver sparato per sbaglio. Le perizie sulla pistola, di cui Giallo vi ha riferito in esclusiva le scorse settimane, lo hanno smentito. Da quel tipo di arma, infatti, è impossibile che parta un colpo senza che prima vengano effettuate alcune complicate operazioni. In aggiunta a questo, come dicevamo all’inizio, ci sono nuove perizie che spostano la scena del crimine.

Il delitto, infatti, non sarebbe avvenuto nel bagno. L’ipotesi più probabile è che Marco sia stato ucciso in un’altra stanza della casa e solo in un secondo momento portato in bagno per cancellare ogni traccia dal suo corpo ferito. Lo dimostrano anche le fotografie della scena del crimine che Giallo ha pubblicato qualche numero fa e che oggi ripubblichiamo nelle pagine precedenti: si vede la vasca da bagno perfettamente pulita, senza la minima traccia di sangue. Nulla fa pensare che sia una scena del crimine. Di questa circostanza è convinta Marina Conte, la mamma di Marco. Ci dice la donna: «Forse hanno sparato a mio figlio al piano inferiore della casa, per poi trascinarlo su per le scale e lavarlo nella vasca da bagno.

Non è credibile quello che Cion- toli vuole far credere ai giudici. Se davvero Marco si stava facendo la doccia, non avrebbe fatto entrare nessuno in bagno. È impossibile che si sia fatto vedere nudo dal suocero, perché era molto timido. Vi sembra possibile che un ragazzo così vergognoso chieda a una persona di mostrargli una pistola mentre è nudo in una vasca?». La relazione finale dei Ris sarà consegnata al pubblico ministero Alessandra D’Amore proprio in questi giorni. Intanto Antonio Ciontoli, messo alle strette dagli inquirenti, continua a cambiare versione. Nell’ultimo interrogatorio ha raccontato di aver sparato per scherzo. Ha detto ai giudici: «È stata una leggerezza, mi è partito un colpo mentre cercavo di spaventare Marco. Volevo solo scherzare. Inoltre, non sapevo che la pistola fosse carica».

L’avvocato Celestino Gnazi, legale della famiglia Vannini, dice a Giallo: «La nuova versione che l’indagato ha fornito agli inquirenti non fa altro che peggiorare la sua situazione. Le affermazioni messe a verbale sono state condizionate dai risultati della perizia balistica di cui l’uomo era venuto a conoscenza. Risultati che smascherano tutte le sue bugie. Ancora una volta Ciontoli cerca di accollarsi tutta la responsabilità per proteggere i suoi famigliari. Quando i Ris consegneranno la nuova perizia, la sua posizione si aggraverà ulteriormente. Credo che ci siano tutti i presupposti per far scattare una misura cautelare nei confronti di qualcuno. Gli indagati non possono rimanere in libertà, soprattutto Antonio Ciontoli, che ha modificato a suo piacimento la dinamica del delitto. I Ris dovranno accertare se quella tragica sera sono state cancellate delle tracce. È molto importante la testimonianza di chi ha visto Federico e Viola uscire dalla villetta poco dopo l’omicidio. Hanno percorso più di cento metri prima di rientrare in casa. Il sospetto è che siano andati a buttare la maglia che Marco indossava quella sera. All’appello mancano anche cento euro: perché sono scomparsi? Forse avevano tracce del brutale assassinio?».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.