Omicidio di Pordenone, indagata la fidanzata di Ruotolo accusata per istigato ad uccidere

A distanza di parecchi mesi dal duplice delitto di Pordenone, un altro nome è finito nel registro degli indagati. Si tratta di Rosaria Patrone, la fidanzata di Giosuè Ruotolo, già iscritto nel registro degli indagati per l’omicidio di Trifone Ragone e della sua compagna Teresa Costanza, avvenuto lo scorso 17 marzo; i due furono ritrovati assassinati all’interno della loro auto, freddati da quattro colpi di un vecchio modello di Beretta 7,65 alla testa.

Rosaria Patrone è una giovane studentessa di 24 anni, residente a Somma Vesuviana, in provincia di Napoli la quale la notte dell’omicidio sembra essersi trovata senza alcun dubbio dall’altro capo della Penisola, ma secondo gli inquirenti la donna ha contribuito a fornire alibi o comunque una copertura al suo fidanzato, riservando alcuni dettagli di cui poteva essere a conoscenza e avrebbero potuto incriminarlo.La donna è accusata di istigazione ma anche di favoreggiamento, due capi d’imputazione abbastanza pesanti, anche se il suo legale si dichiara molto tranquillo.

La giovane, dovrà presentarsi domani mattina intorno alle ore 10 in Procura a Pordenone, dove verrà sentita dai sostituti procuratori, gli stessi che la scorsa settimana si erano recati in Campania e l’avevano già interrogata e proprio in quell’occasione sembra che la giovane Rosaria sia caduta spesso in contraddizione, insospettendo così gli inquirenti.

“Siamo tranquilli e pensavamo di aver chiarito tutto nelle tre sessioni-fiume di audizione cui la mia assistita era stata sottoposta. Evidentemente non è così e dunque ci affidiamo all’antico adagio secondo cui la giustizia deve fare il proprio corso e siamo fiduciosi. E’ importante ribadire che eravamo allora e siamo oggi a mille chilometri di distanza da dove il delitto è stato consumato”, ha dichiarato Costantino Catapano, il legale della donna.

L’indagato respinge le accuse dicendo: “Io non c’entro ma è giusto che indaghino, così verranno eliminati tutti i dubbi”: Giosuè Ruotolo, indagato per il duplice omicidio di Pordenone dove il 17 marzo scorso vennero uccisi Teresa Costanza e il fidanzato Trifone Ragone, si difende e ai microfoni di Newsmediaset dichiara: “Troveranno il colpevole. Io e Trifone eravamo amici. Ho portato la bara? Sì, mi sembrava giusto farlo”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.