Omicidio Trifone e Teresa: C’è un uovo retroscena nel giallo del delitto

Fonte: Settimanale Giallo di Gian Pietro Fiore – Attraverso i codici che identificano ogni apparecchiatura di telefonia mobile, si è giunti a individuare un cellulare che potrebbe essere stato utilizzato dalla signora Rosaria Patrone, fidanzata di Giosuè Ruotolo. L’apparecchio dovrà essere sottoposto a tutti gli esami del caso. Inoltre, Giosuè non disse alla fidanzata che l’amico Trifone era stato ucciso. Una circostanza strana”. Sono queste le ultime indiscrezioni, che Giallo ha raccolto in esclusiva, nell’ambito delle indagini sul duplice omicidio di Teresa Costanza, 30 anni, e di Trifone Ragone, 28, avvenuto lo scorso 17 marzo a Pordenone. L’unico indagato, al momento, resta Giosuè Ruotolo, 26enne originario di Somma Vesuviana, in provincia di Napoli, commilitone ed ex coinquilino di Trifone.

Cominciamo con il telefono. Gli inquirenti, attraverso l’analisi del cellulare sequestrato a Rosaria Patrone, hanno accertato che la ragazza, per il momento estranea alle indagini, aveva in uso un altro apparecchio. Gli esperti sono arrivati a questa conclusione esaminando la Sim della fidanzata di Giosuè. La Procura ha disposto che le perizie siano estese anche al secondo cellulare di Rosaria, di cui però non si conoscono né la marca né il modello. Il telefonino, infatti, per il momento non sarebbe stato nemmeno reperito. Si tratta, lo ripetiamo ancora una volta, solo di indiscrezioni, sulle quali ne sapremo di più nei prossimi giorni.

Non si può escludere, però, che nel frattempo la ragazza se ne sia liberata. Si potrebbe anche ipotizzare che il cellulare non sia di sua proprietà, ma che le sia stato dato in prestito per un breve periodo di tempo. Se così fosse, ora potrebbe essere stato restituito al suo legittimo proprietario. L’unica certezza è che questo cellulare è stato utilizzato per fare e ricevere alcune telefonate sulle quali si stanno concentrando le attenzioni degli inquirenti. Queste conversazioni hanno qualcosa a che vedere con la morte dei due fidanzati? Oppure contengono colloqui tra Rosaria e il suo fidanzato avvenuti nei giorni a ridosso del duplice omicidio? E, infine, la ragazza sta collaboran- do con gli investigatori affinché questo telefonino salti fuori? Passiamo ora a un altro dettaglio molto importante, che riguarda sempre la fidanzata di Giosuè Ruotolo. Si tratta di un particolare a dir poco sospetto, che merita tutti gli approfondimenti del caso.

Come vi abbiamo più volte riferito le scorse settimane, la sera del 17 marzo Giosuè Ruotolo e i suoi due coinquilini si recarono nel parcheggio del palaz- zetto dello sport, cioè sul luogo dell’agguato mortale a Teresa e Trifone. Lo fecero dopo aver appreso la tragica notizia dell’uccisione del loro amico. Tra le 19.30 e le 20.30, cioè a cavallo del duplice omicidio, Giosuè non usò il suo telefonino. In altre parole, non rispose né alle telefonate, né ai messaggi ricevuti. Nemmeno a quelli della sua fidanzata, che a un certo punto, allarmata, gli scrisse testualmente: «Amore, hai fatto qualcosa che non mi hai detto?».

A questo messaggio, ricevuto su Whatsapp, Giosuè rispose molto più tardi. Le scrisse il militare: «No, amore, lo sai che ti dico sempre tutto». Tra Giosuè e Rosaria ci furono altri contatti quella maledetta sera, eppure lui non la informò circa il terribile avvenimento accaduto poco prima e di cui lui era già a conoscenza. Uno dei suoi amici era stato freddato a colpi di pistola in mezzo alla strada eppure non si sentì in dovere di parlarne con la fidanzata. Come è possibile una cosa del genere? Si tratta di una circostanza molto strana, alla luce anche del messaggio che Giosuè aveva scritto alla ragazza proprio quella sera e che riportiamo ancora: «Amore, lo sai che ti dico sempre tutto». Le diceva sempre tutto ma non la rese partecipe della morte di Trifone e di Teresa, che anche lei conosceva?

A questo messaggio, ricevuto su Whatsapp, Giosuè rispose molto più tardi. Le scrisse il militare: «No, amore, lo sai che ti dico sempre tutto». Tra Giosuè e Rosaria ci furono altri contatti quella maledetta sera, eppure lui non la informò circa il terribile avvenimento accaduto poco prima e di cui lui era già a conoscenza. Uno dei suoi amici era stato freddato a colpi di pistola in mezzo alla strada eppure non si sentì in dovere di parlarne con la fidanzata. Come è possibile una cosa del genere? Si tratta Intanto, i carabinieri del Ris – il Reparto di investigazioni scientifiche – stanno ultimando le analisi sugli indumenti sequestrati all’indagato. Resta da chiarire l’origine di un Dna “misto” isolato su uno degli abiti. Si tratta di una traccia biologica formata dal Dna di almeno due persone. Una di queste potrebbe essere Giosuè, e le altre? Come hanno fatto i profili genetici a mischiarsi?

One comment

  1. Ahahah, c’è un UOVO!

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