Omicidio Yara Gambirasio: Bossetti ha scritto una lettera a un amico, pregandolo di portare il messaggio a sua moglie

Fonte: Settimanale Giallo di Roberto Vergani –  Ti chiedo un grosso favore, esprimi il mio amore a mia moglie Marita, e che sarei completamente perduto s’io vivessi un solo momento senza di lei”. Queste strane parole sono contenute in una lettera che Massimo Giuseppe Bossetti, 44 anni, il presunto killer di Yara Gambirasio, ha spedito dal carcere di Bergamo a un amico di nome Santo. Nella lettera, che pubblichiamo in esclusiva in queste pagine, il muratore a processo per l’omicidio della ragazzina di Brembate chiede all’amico, conosciuto proprio tramite lettera, di recapitare un messaggio per la moglie Marita Comi. Ma perché Bossetti usa una terza persona, che nemmeno conosce personalmente, per parlare con la moglie? Perché le stesse cose non gliele ha dette durante i colloqui in carcere?

Prima di rispondere a queste domande, pubblichiamo integralmente il contenuto della lettera. Scrive Bossetti: «Santo, ti chiedo un grosso favore, esprimi il mio amore a mia moglie Marita e che sarei completamente perduto s’io vivessi un solo momento senza di lei. “Amore mio, ti amo immensamente, i nostri tre bellissimi amori sono tutta la nostra vera ragione di vita. Mary, sei il mio unico amore di sempre, ti amo. Tuo Massy” Grazie di cuore Santo. Salutami sempre tutti gli amici di Face- book, restiamo uniti, fino alla fine, e questa dannata guerra, credimi, la vinceremo con tutta la nostra forza».

LE GRAVI ACCUSE HANNO MINATO IL RAPPORTO Il contenuto di questa lettera nasconde un significato molto chiaro: il rapporto tra Bossetti e Marita è sempre più burrascoso. Appare evidente, infatti, che il presunto assassino di Yara e la moglie si stiano allontanando sempre di più. Gli amanti di lei, che saranno chiamati a testimoniare al processo, e le gravissime accuse mosse dai giudici nei confronti del muratore hanno minato il rapporto, già in crisi nel periodo in cui fu uccisa la povera Yara. A conferma di ciò, ci sono le sempre meno frequenti visite della donna al marito. Il problema non sembrano essere le conclamate relazioni extraconiugali di lei, bensì i tremendi sospetti che pendono sulla testa di lui. Nonostante le dichiarazioni di facciata, infatti, la stessa Marita sembra sempre meno convinta dell’innocenza del coniuge, come già emerso nei colloqui intercettati in carcere. Nella mente della donna potrebbe essersi fatta strada la terrificante idea che a uccidere Yara sia stato proprio il marito. Gli indizi, del resto, lasciano pochissimi dubbi. Lei pubblicamente continua a difenderlo, ma in privato ha più volte cercato di farlo confessare. La lettera, insomma, sarebbe l’estremo tentativo di Bossetti di salvare un rapporto sempre più vicino al punto di rottura.

I DUBBI, CON IL TEMPO, sono aumentati Bossetti, inoltre, ha scritto una seconda lettera, indirizzata a un’altra amica di nome Paola, nella quale critica il lavoro dei giudici e parla del rapporto con la moglie. Scrive Bossetti: «Purtroppo il processo non sta andando nei migliori dei modi… La pm sta giocando troppo sporco… Ho perdonato mia moglie: lei è e resterà il mio unico amore di vita». Torniamo a ciò che invece pensa Marita. Ricordate cosa scrisse Giallo alcuni mesi fa? Sulla copertina del numero 9 titolammo: “Anche la moglie dubita che abbia detto la verità!” Da quella copertina sono passati cinque mesi e i dubbi di Marita non si sono affatto dissipati, anzi sono aumentati. Lei si mostra sempre più fredda con il marito, al punto che lui, come abbiamo visto, è costretto a usare un intermediario per fare sapere che la ama ancora. Il messaggio appare chiaro: lui le ha perdonato gli amanti, ma lei, in caso di condanna, non potrà perdonargli l’essersi macchiato del più orrendo dei crimini.

One comment

  1. idiota trietta o frocino….le ricieste dell’accusa sui cornini …rigettate,,,,,pezzente!

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