Omicidio Yara Gambirasio: Il furgone è di Bossetti, lui l’aveva fatto modificare

Fonte: Settimanale Giallo di Albina Perri e Gian Pietro Fiore Se questo video del furgone di cui state parlando non è nella relazione del Ris, non ci interessa minimamente”. Basterebbero le parole pronunciate con decisione dal presidente della Corte d’Assise di Bergamo, Antonella Bertoja, cioè del giudice chiamato a decidere se Massimo Bossetti è colpevole o innocente, per mettere la parola fine all’inutile discussione che da giorni ormai invade giornali e tv. Il video visto in televisione del furgone di Bossetti che passa e ripassa nella zona della palestra, proprio qualche minuto prima che Yara fosse inghiottita dal nulla, non fa parte delle indagini, non è agli atti del processo e quindi giustamente non “interessa minimamente” a coloro che devono giudicare.

Ma è vero, come è stato detto dal giornalista Luca Telese su un quotidiano, che questo video è “tarocco” e mostra immagini false? È vero che siccome è un video per la televisione allora quello che abbiamo visto sugli schermi in questi mesi non è il furgone di Bossetti? È vero che il video è stato confezionato “ad arte” solo per indirizzare l’opinione pubblica come ha detto anche l’avvocato di Bossetti, Claudio Salvagni? Un “tarocco di Stato”, come lo ha definito lui? Assolutamente no. E Giallo ora vi spiega perché. Vi mostreremo, carte alla mano, che il vero “tarocco” è stato messo in piedi dalla difesa di Bossetti, e dai giornalisti che lo appoggiano incondizionatamente. Giornalisti che, tra l’altro, come leggerete in un secondo articolo nelle prossime pagine, hanno pagato 25 mila euro per un’intervista a Marita Comi, la moglie di Bossetti. Una “coincidenza” davvero strana.

E allora, partiamo dall’inizio. Che cosa c’è dentro questo famoso video mostrato dalle tv? Ci sono alcune immagini vere tratte dalle ore e ore di registrazione di cinque telecamere posizionate a Brembate Sopra, nei pressi della palestra e dell’abitazione di Yara Gambirasio, il giorno della scomparsa della ragazzina. Due telecamere sono quelle della ditta Polynt, una è la telecamera della ditta Mori, una è quella dell’area di servizio Shell e l’ultima è quella della Banca di credito cooperativo di Sorisole, vicino alla casa di Yara. Queste telecamere, però, non sono tutte uguali: tre hanno riprese nitide, due no. Ma sono tutte vicine, come potete vedere nella mappa pubblicata nelle prossime pagine. Che lavoro hanno fatto, dunque, i Ris? I Ris, cioè i carabinieri della scientifica, hanno preso questi video e tratto molti fotogrammi, cioè immagini fisse. Poi le hanno migliorate con una serie di programmi di altissimo livello.

I Ris, quindi, non hanno lavorato sulle immagini in movimento, ma su una serie di immagini fisse. In un secondo momento i Ris hanno preso queste immagini e le hanno confrontate con il furgone di Massimo Bossetti. Come dicevamo, non tutte le immagini sono nitide e di qualità sufficiente per fare un confronto: quindi i Ris si sono concentrati sulle immagini più a fuoco. Ciò non significa che le altre siano state buttate. Agli atti dell’inchiesta ci sono tutte, sia quelle buone che quelle di qualità meno buona. A questo punto, i Ris hanno studiato il furgone di Bossetti. Hanno cercato sul furgone tutti quei segni distintivi che lo rendono unico rispetto a tutti gli altri Daily Iveco in circolazione. Hanno notato che il furgone di Bossetti ha un serbatoio modificato: come vedete nella fattura pubblicata da Giallo, il serbatoio del gasolio è di 90 litri e non di 70. Sostituito nel 2003 dalla ditta Locauto di Palazzago, è quindi più grande del normale. Il Daily di Bossetti ha poi altre particolarità: una grossa macchia di ruggine sul fianco, il cassone anche lui modificato da fisso a ribaltabile trilaterale e ha rinforzi sulle sponde unici.

Dall’esame dei Ris è risultato che queste caratteristiche uniche appaiono anche nel furgone ripreso da una delle due telecamere della ditta Polynt, da quella della banca e da quella dell’area di servizio Shell, che sono quelle con le immagini più nitide. Questo significa forse che nelle immagini delle altre telecamere appare un furgone che non è di Bossetti? Assolutamente no. Significa solo che i Ris non sono in grado di stabilire scientificamente che furgone sia in quello specifico fotogramma. Possono, però, dedurlo: se una telecamera riprende nitidamente un furgone die passa a una data ora, anche la seconda telecamera non nitida posta a una certa distanza riprenderà il medesimo furgone In base a questi calcoli sulla distanza tra le telecamere e sul tempo di percorrenza del mezzo, si può dunque ricostruire tutto il percorso fatto dal furgone, non solo quando le immagini sono nitide, ma anche quando non lo sono.

Ma siamo certi che non esistano altri Iveco Daily simili a quello di Bossetti? Sì. La prova “del nove” l’hanno fatta i Ros, cioè i carabinieri del reparto operativo speciale. I Ros, come ha già peraltro ha spiegato in aula il colonnello Michele Lorusso, allora capo dei Ros di Brescia, hanno controllato 20 mila «Iveco Daily» sospetti. Ne hanno selezionati 4.500, i più simili al furgone di Bossetti. Li hanno fotografati e confrontati. Alla fine di ne sono rimasti cinque. I proprietari sono stati interrogati: nessuno era a Brembate la sera del 26 novembre 2010.1 loro telefonini sono stati controllati. Bossetti, invece, quella sera era lì e lo ammette lui stesso: lo dice ai carabinieri che lo interrogano, cercando una giustificazione alla sua presenza nei pressi della palestra, senza peraltro
trovarla. E lo dice anche al cognato Agostino, il fratello di Marita Comi. Che ha raccontato: «Massimo mi disse di essere passato a Brembate. Disse di aver visto le auto dei carabinieri intorno alla palestra». Carabinieri che arrivarono dopo le 20.30. Quindi Bossetti non solo era lì prima della scomparsa di Yara, ma per sua stessa ammissione anche dopo. Cosa c’è dunque, nel video dato dai Ris alle tv? C e un riassunto di tutto questo lavoro: contiene poche immagini perché in televisione non si possono mandare i filmati integrali Che però d sono, sono agli atti e non lasciano dubbi: Bossetti quella sera era a Brembate, vicino alla palestra, quattro minuti prima che Yara venisse inghiottita dal nulla…

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