Omicidio Yara Gambirasio: Spuntano nuove prove che incastrano bossetti

Continua il processo per la morte di Yara Gambirasio. Le prove presentate in aula aggravano sempre di più la posizione di Massimo Bossetti, l’unico imputato per l’omicidio della 13enne di Brembate di Sopra, il comandante dei Ris di Parma Giampietro Lago è stato sentito più volte a proposito dei nuovi elementi emersi in questi giorni a carico di Bossetti. Lago Ra presentato in aula gli esiti del lavoro di comparazione tra le sfere di metallo trovate sul corpo e quelle acquisite dall’autocarro dell’imputato. Per i ris è valida «l’ipotesi che sia stato il tessuto del sedile del mezzo all’origine di quelle particelle trovate sul cadavere». Secondo il colonnello le fibre sono compatibili per analisi chimiche, morfologia e composizione a quelle dei sedili del furgone di Bossetti.

LE SFERETTE DI METALLO Sugli indumenti di Yara furono trovate delle sferette di metallo che risultarono non poter essere il risultato di contaminazione da parte del terreno del campo di Chignolo d’isola nel quale Yara fu trovata uccisa il 26 febbraio del 2015, a tre mesi dalla scomparsa. «Ci chiedemmo come una ragazza di 13 anni, con una vita normale, che andava in palestra, a scuola, potesse avere quelle particelle. – ha raccontato Lago -. Furono quindi sottoposti a rilievi quatto ragazzi che avevano la stessa età della tredicenne e i loro abiti  evidenziarono la presenza di” nove particelle di questo genere in tutto, mentre sul corpo di Yara ne erano state trovate nell’ordine delle centinaia».

Il passo successivo degli investigatori fu quello di analizzare gli abiti di lavoro di tutte quelle tipologie di persone che potevano essere state in contatto con sferette dello stesso tipo, come operai, tornitori e altri che svolgono professioni simili, ne furono trovate “migliaia”. L’ultima analisi fu effettuata sull’autocarro di Bossetti, che è muratore, in particolare nell’abitacolo e gli investigatori trovarono sferette dello stesso tipo. «Anche da un punto di vista quantitativo – secondo il comandante dei Ris – si trovarono dei dati coerenti, in quanto sul cadavere dovevano esserci sferette in misura inferiore rispetto al mezzo: sul furgone vi erano migliaia di particelle di interesse e centinaia sul corpo di Yara». Sembra che sia proprio il furgone di Bossetti a mettere nei guai il muratore.

È IL FURGONE LA CARTA VINCENTE DELL’ACCUSA? Fu grazie alle indagini del Ros dei carabinieri che si riusci ad individuare tra circa 2000 Iveco Daily in tutto il Nord Italia tra il 1999 e il 2006 quello di Bossetti. Furono fotografati ed esclusi quelli che avevano caratteristiche incompatibili con quello ripreso dalle telecamere. Da questo si arrivò a una “rosa” di cinque autocarri, tra cui quello di Bossetti, ma, stando alle indagini, i proprietari degli altri quattro non potevano essere a Brembate di Sopra quando Yara scomparve. A questo punto sembra che il cerchio si stia stringendo sempre più intorno a Bossetti, che continua a dichiararsi innocente, riuscirà la difesa a dimostrarlo?

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