mercoledì , 17 gennaio 2018

Orietta Berti, canto da 50 anni ed ho solo una pensione di soli 900 euro

Montecchio Emilia, maggio Prima voleva fare la maestra d’asilo. Poi la hostess, ma il suo primo volo l’ha spaventata e ha cambiato idea. E ha fatto bene, Orietta Berti, perché spronata dal papà – un appassionato di lirica che la portava ai concorsi per voci nuove – si è data al canto. Ed è diventata un’artista famosa nel mondo grazie a successi come Fin che la barca va e Tu sei quello. La capinera dell’Emilia (questo uno dei suoi soprannomi) celebra oggi mezzo secolo di carriera e quasi venti milioni di dischi venduti. «Festeggio con cento brani raccolti in quattro cd. Sto registrando proprio in questi giorni. Poi farò un video e ho già cominciato la tournée», racconta a Nuovo la cantante, che nel 2015 brinda anche ai suoi 50 anni d’amore – e 48 di matrimonio – con l’inseparabile Osvaldo Paterlini, il papà dei suoi due figli, Omar e Otis.

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«Sono un po’ in ritardo sulla tabella di marcia perché sono stata ferma due mesi. A gennaio, mentre pulivo il corridoio con straccio e spazzolone, ho fatto uno scivolone tremendo: credevo di essermi spaccata la testa e invece mi sono rotta una caviglia», spiega.

Ma l’incidente domestico non le ha impedito di volare negli Stati Uniti per una serie di concerti. Tempra d’acciaio, la Berti continua a macinare chilometri a grande richiesta dei fan, ai quali concede ancora almeno una trentina di concerti ogni anno. Per ora non ha nessuna intenzione di smettere di lavorare e forse…

La pensione non ti alletta molto, vero Orietta?

«Ho versato i contributi per cinquant’anni ma ho una pensione di quasi 900 euro, come Pippo Baudo e Beppe Grillo. E mai possibile aver dato tanto e ritrovarsi con così poco in mano? Penso a certi parlamentari che hanno lavorato per un anno o poco più e si portano a casa cifre favolose rispetto ai contributi realmente versati».

Come mai la tua pensione è così bassa rispetto a quanto ti saresti aspettata?

«Perché molti contributi non mi sono stati versati. In particolare ho riscontrato che sono andati perduti quelli dal 1965, quando ho cominciato a cantare professionalmente, fino a quelli dei primi anni Ottanta. Quando facevi le serate, quasi nessuno ti versava i contributi: era prassi. La Tv, per fortuna, si comportava correttamente, quindi non ho perso quelli relativi alle mie partecipazioni a tanti show, a partire dalle dieci edizioni di Un disco per l’estate e le undici del Festival di Sanremo, poi Domenica in, cinque anni di Quelli che… il calcio, altri cinque di Buona domenica, Ballando con te stelle e molte altre».

Avresti qualche suggerimento per il nostro governo?

«Non credo di essere capace di dare indicazioni in grado di risolvere una questione così spinosa, che riguarda tanti italiani. Ma senz’altro bisognerebbe pensare a un sistema pensionistico più equilibrato».

Ai giovani artisti che cosa consiglieresti, invece?

«Se potessi tornare indietro, verificherei meglio la regolarità dei versamenti di contributi, poiché la scarsa attenzione poi si paga alla fine della carriera. Dovessi campare con la mia pensione, non ce la farei. Per fortuna, ho lavorato molto e ho potuto mettere da parte tanto. Inoltre siamo persone semplici, non facciamo spese folli. Comunque sia, adesso non canto solo per bisogno, ma perché mi piace ancora».

Quest’anno festeggi anche 50 anni d’amore con Osvaldo. Primo e unico uomo della tua vita: una rarità…

«In effetti credo che nell’ambiente dello spettacolo siamo in poche, ma qui in paese conosco tante signore che hanno sposato il primo fidanzato e sono ancora felicemente insieme a lui. Sono stata fortunata ad avere al mio fianco una persona come lui. Abbiamo condiviso tutto ed è ancora molto romantico».

Qual è stato l’ultimo gesto che ti ha emozionato?

«Lui è uno che mi fa le sorprese. Di recente, per esempio, mi ha regalato una damina del Settecento in porcellana. L’avevo ammirata qualche giorno prima davanti a una vetrina e lui non aveva fatto commenti. Poi invece me l’ha portata a casa. Qualche tempo prima invece mi aveva donato una bellissima camelia rossa per sostituire quella che mi aveva rovinato la gattina».

One comment

  1. baruffaldiantonio@gmail.com

    E in 50 anni quanti contributi hai versato?…

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