Ospedali, parti cesarei diminuiscono e chirurgie ancora troppe piccole: Pne 2015 Agenas

In Italia diminuiscono negli ospedali i parti cesarei mentre per quel che riguarda le chirurgie, ancora troppe piccole, spesso queste non riescono ad arrivare annualmente al numero di interventi minimi programmati. Questo è quanto emerso, tra l’altro, dal Pne 2015, il Programma nazionale esiti di Agenas, Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, sul funzionamento delle strutture pubbliche di ricovero e di cura in base ai dati del 2014.

Dal database aggiornato sulla Sanità di Agenas a prevalere sono nel complesso gli aspetti positivi sebbene ci sia ancora un gap da colmare nel Mezzogiorno rispetto al Centro-Nord, e considerando comunque il fatto che ogni ospedale fa storia a se in quanto ci sono i grandi centri ospedalieri d’eccellenza e quelli che, invece, hanno e continuano ad avere dei problemi.

Non a caso Francesco Bevere, direttore di Agenas, ha messo in evidenza che ‘in sanità non esistono cambiamenti repentini e rapidi, ma i dati 2015 evidenziano che gli strumenti di valutazione migliorano la qualità dell’assistenza sia a livello del singolo ospedale, sia a livello regionale’.

Per esempio, come sopra accennato, rispetto alla percentuale del 28,3% nel 2010, la percentuale di parti cesarei nel 2014 è scesa al 25,7% con la Campania che contribuisce più di tutte, tra le Regioni italiane, a mantenere il dato su livelli comunque elevati. Questo perché ci sono certe cliniche in Campania dove si registra oltre il 90% dei parti cesarei. Tra i dati che evidenziano una maggiore efficienza e tempestività degli ospedali c’è pure quello sugli infarti trattati con angioplastica coronarica entro 2 giorni che sono passati da una percentuale del 32% nel 2010 al 41% nel 2014.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.