Osvaldo Supino, Intervista esclusiva: La musica, le scelte ed anche il tanto chiacchierato “lato B

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– di Federica Schiavi Prima di incontrare Osvaldo Supino, ho curiosato su di lui sul web facendomi un’idea di chi potevo andare ad incontrare. Ha 2 album, 1 ep e 7 singoli all’attivo tutti entrati in Top10 su iTunes, è stato il cantante italiano indipendente più cliccato l’anno scorso con oltre 5 milioni di views in rete. Ha cantato in Germania, Uk, Spagna, Austria, Francia, Usa, Portogallo e Svizzera. E’ stato scelto l’anno scorso dagli USA come testimonial contro il Bullismo, una lista interminabile di premi e nomination e oltra alla musica il suo lato B, trova approvazioni planetarie (ed anche la mia). La valanga di materiale che avevo trovato non mi aveva soddisfatta, pertanto oltre ad aver spulciato tutti i suoi cliccatissimi social mi sono guardata anche le sue interviste. Alla fine mi sentivo abbastanza pronta, volevo stupirlo nel sapere tutto su di lui e porgli domande che non avevo gia letto e riletto sui mille articoli osservati. E invece, nell’incontrarlo in un ufficio di Corso Buenos Aires a Milano, è lui che stupisce subito me con un sorriso a trentadue denti e una freschezza da “vicino di casa”, che in verità non mi sarei aspettata. Mi sarei immaginata un superconvinto, e invece mi chiede subito come sto. Veste totalblack ed ha un profumo che mi catalizza. “Grazie, non ti svelo qual è però… altrimenti poi non è più divertente”.

 Foto di Stefano Oliva Osvaldo veste Hugo Boss

Foto di Stefano Oliva  Osvaldo veste Hugo Boss

Prima di incontrarti, confesso, ho letto molte cose di te su internet.

“Non va bene, parto svantaggiato! Io non so quasi nulla di te!”

E’ un po’ il rischio del mestiere che fai, tutti sanno tutto di te e tu poco di loro..

“Si, è vero. Anche se, ovviamente, non tutto quello che si trova su google corrisponde a verità e una persona può farsi anche una visione un po’ distorta. Ammetto però che certe cose non le leggo più, mi limito alle recensioni sui dischi. Tutto il resto lo evito anche se so che esiste.”

Che idea può farsi di te chi legge sul web:

“Questo potresti dirmelo tu. Però sicuramente non centrata, ed è anche giusto così. Differentemente non avrei motivo di dire la mia attraverso la mia musica. E’ da sempre il mio modo di scoprirmi e farmi scoprire dagli altri. E’ incredibile le cose che ho capito di me scrivendo canzoni”.osvaldosupino_promo1

Un esempio?

“Ho scoperto che credo ancora nell’amore. E’ talmente tutto assurdo di recente che uno anche per una salute mentale infondo, cede all’idea e pensa che sia una cosa su cui sorvolare. E invece poi quando scrivo, canto e chiudo gli occhi, io vedo ancora tutti i sogni e i progetti che pensavo di aver perso”.

Sei single?

“Mio padre continua a chiamarmi ogni giorno per chiedermi se “è arrivato”. Mia madre sta iniziando a girarmi su facebook i tipi interessanti che vedrebbe bene al mio fianco. E’ diventata una questione di famiglia ormai! – ride – Ci scherziamo su insieme… non do di certo la caccia!”.

Cosa deve fare un ragazzo per colpirti?

“E’ una questione d’impatto per me. Gli occhi giusti mi convincono sempre, e mi attrae la capacità di farmi ridere sinceramente. Non ho “un tipo ideale” però devo sentirmi capito. In passato mi sono sentito anche molto in colpa per il lavoro che faccio, per i ritmi un po’ difficili e per certe dinamiche, anche se quando sono innamorato do praticamente tutto di me all’altra persona tanto che spesso diventa la mia ispirazione più grande.”

Hai mai fatto delle scelte premiando un fidanzato a discapito della musica?

“Solo una volta e me ne sono pentito. Un rapporto a due funziona se si cammina in una stessa direzione, non se uno dei due annulla se stesso per l’altro”.

La tua canzone che proprio non ti piace?

”Non ne ho. Penso di essere uno dei pochi che può dirtelo sinceramente. Sono talmente lungo e iper-scrupoloso nel lavorare a un disco che se non ne sono totalmente convinto non esce. Ormai è un punto di partenza per me. La gente mi ha dato così tanto in questi anni che fare qualcosa di migliore ogni volta è ciò che mi fa sentire in pace con loro e con me stesso.”

Mi dici la cosa più strana che ha fatto un tuo fan?

“Un ragazzo di Bologna si è tatuato il mio nome su tutto il braccio. All’inizio pensavo fosse uno scherzo, o una di quelle cose fatte con l’hennè. Poi quando mi ha mandato il video della realizzazione sono rimasto totalmente shockato.”

Sei onnipresente sul web con gli scatti che pubblichi su instagram.

“E’ un gioco, niente di più”.

La tua musica sta trovando molta approvazione in tutta Europa. Come vivi questa nuova dimensione?

“Con immensa gratitudine e molta responsabilità. Quest’ultimo lavoro mi sta portando davvero tante soddisfazioni. Noi italiani spesso pensiamo di non essere abbastanza, e invece poi capita che sali sul palco e sei capito. Certo con non pochi sacrifici e non con poco lavoro, ma è bello riscontrare delle realtà dove il lavoro e la ricerca della qualità sono considerati, valutati e premiati.”osvaldosupino_promo2

Behind the Curtain, il tuo nuovo album da una visione molto matura e nuova di te. Lavoro di marketing o semplice processo naturale? “Più la seconda. Secondo il marketing avrei dovuto fare un disco pop in italiano con singoli rassicuranti e immagine superpulita. Io invece sono così come racconto nell’album, con le mie contraddizioni e i miei difetti che mi rendono simile a tante persone che mi seguono. Non ho voglia di essere qualcun altro, non ci riesco. Ho strappato il mio primo contratto discografico proprio per questo motivo”.

Hai detto che convivi con un’anima dance e una più melodica. I pezzi imperdibili del disco?

Hanno tutti una valida motivazione per essere ascoltati e influenze diverse che le caratterizzano e differenziano. Oggi direi Stop the Rain, Stay e Infinity.

Tornando indietro, c’è qualcosa che avresti fatto diversamente nella tua carriera?

“Si, avrei evitato di fidarmi ciecamente di alcune persone che credevo potessero aiutarmi a crescere e invece pensavano solamente ai loro interessi. Alla fine però il karma un segno me l’ha dato… Io continuo a cantare, loro invece hanno dovuto cambiare mestiere”.

“Bisogna amare se stessi” è ciò che dici sempre, come un mantra. Tu quando hai imparato a farlo?

Solo da poco. A un certo punto diventi più consapevole, capisci cosa c’è di giusto e sbagliato nelle scelte che hai fatto e se sei umile abbastanza da riconoscerlo, puoi cambiare”.

 

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