Palermo: donna uccisa da un furgone il responsabile fugge, gli era stata ritirata la patente ed era drogato

Palermo, in via Libertà, una donna , una trentenne  è stata violentemente investita da un furgone Fiat Doblò bianco; il  conducente invece di prestare soccorso e aspettare l’arrivo di un ambulanza  è fuggito  dopo l’impatto,  mortale per la poveretta.   Gli agenti di una volante della polizia sono riusciti a raggiungere e fermare l’investitore nei pressi di via Autonomia siciliana.

L’investitore si chiama Pietro Sclafani, 50enne, abitante in  via Imperatore Federico e titolare di un negozio, un panificio. Quando è stato fermato dalla polizia oltre che negare ha reagito violentemente.  Dalle forze dell’ordine è stato fermato con l’accusa  di omicidio colposo, e omissione di soccorso, oltre che all’aggravante di resistenza a pubblico ufficiale. Il Sclafani guidava sulla corsia riservata agli autobus, ed era  senza patente, perche gli era stata ritirata l’anno scorso per eccesso di velocità, ed è risultato positivo agli stupefacenti.

Gaetana Valguarnera la vittima  si doveva sposare tra qualche mese, la donna abitava in largo del Pettirosso,  quando è stata investita si stava recando al lavoro al  call center Almaviva, che si trova in via Cordova; per una tragica fatalità la poveretta aveva cambiato turno rispetto a quello che faceva di solito: dalle 10 alle 14 anziché dalle 7 alle 11.  Il procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi ha dichiarato: “Lo processeremo per direttissima e chiederemo una pena esemplare” .

Attualmente l’uomo si trova ai domiciliari ed ha alle spalle una storia di irregolarità clamorose: nel mese di ottobre per tutte le multe prese in un lasso di tempo di circa quattro anni, aveva fatto fuori tutti i punti della patente; l’uomo doveva presentarsi per la revisione del documento alla Motorizzazione, ma non l’ha mai fatto; la mancata presentazione gli ha fruttato il 13 maggio la sospensione della patente a tempo indeterminato; ma il provvedimento doveva essergli ancora notificato. I carabinieri allora si erano recati al domicilio dello Sclafani senza però trovarlo, quindi gli era stata inviata una convocazione in caserma ma anche lì non si era fatto vivo.

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