Parigi, Barbara Serpentini miracolata italiana: ecco come è sfuggita al boia col kalashnikov

Una ragazza italiana di 18 anni è scampata alla morte la sera del 13 novembre del 2015, a Parigi, ed in particolare fuori dal locale Casa Nostra, solo perché ad uno dei terroristi si è inceppato il kalashnikov o forse, con maggiore probabilità, aveva finito le munizioni.

A raccontare il tutto al Daily Mail è proprio la 18-enne, Barbara Serpentini, studentessa di Scienze Politiche seduta ai tavolini posti all’esterno del locale insieme ad un’amica, la 40-enne Sophia Bejali. Entrambe miracolate, quindi, dopo che il commando, a bordo di una Seat nera in accordo con la ricostruzione dei fatti, era sceso dall’auto seminando terrore e morte come peraltro nei giorni scorsi si è potuto vedere attraverso un video scioccante, pubblicato proprio dal Daily Mail, che riprende l’attentato dalle telecamere poste all’interno del locale.

Barbara Serpentini e Sophia Bejali sono state intervistate dal Daily Mail sempre a Parigi, in un bar ad una ventina di minuti dal ristorante ‘Casa Nostra‘. ‘E’ assurdo pensare che le nostre vite siano salve solo perché mancava una pallottola’, ha dichiarato Barbara Serpentini nel descrivere quei tragici e tremendi attimi, aggiungendo che ‘in un kalashnikov ci sono più di trenta cartucce ma aveva esaurito il caricatore e non ci ha potuto uccidere‘.

‘Ce l’ho avuto davanti per tanto tempo’ ha inoltre raccontato la 18-enne riferendosi al terrorista intenzionato ad ucciderla, ‘magari erano pochi secondi ma a me è sembrata un’eternità’. Barbara Serpentini e Sophia Bejali sono poi scappate e, dopo aver chiesto aiuto in molte case, senza ottenerlo, ‘alla fine ne abbiamo trovato una aperta e siamo entrate’.

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