Parigi,conferenza sul clima:scontri tra polizia e manifestanti in Place Rèpublique

E’ di nuovo al centro del mondo la città di Parigi, questa volta non per attentati terroristici. Alla vigilia della conferenza sul clima, Parigi è stata teatro di duri scontri avvenuti nella giornata di ieri tra le forze dell’ordine e circa 10 mila manifestanti che tra l’altro hanno rischiato, visto il divieto fissato da Hollande. Ebbene si, il Presidente Hollande aveva annunciato il divieto di manifestare come misura antiterrorismo a poco più di 2 settimane da quel tragico 13 novembre.

E cosi nella giornata di ieri nei pressi di Place de la Republique si sono registrati i primi scontri tra polizia e manifestanti, molti dei quali hanno preferito scendere per le vie di Parigi con il volto coperto, lanciando oggetti; alle azioni dei manifestanti, le forze di polizia hanno risposto lanciando gas e lacrimogeni.Scene incresciose quelle alla quale hanno dovuti assistere i francesi e non solo nella giornata di ieri, soprattutto quando alcuni manifestanti hanno raccolto oggetti dal memoriale per le vittime degli attentati utilizzandoli come proiettili da utilizzare contro le forze dell’orine.

“Scandalosi.La protesta è avvenuta proprio dove c’erano candele, fiori ed altri ricordi, in memoria delle vittime degli attentati”, ha dichiarato Hollande, il Presidente della Repubblica francese al termine dei lavori del vertice Ue-Turchia.”Stato di emergenza, stato di polizia, non ci toglierete il diritto a manifestare” è stato lo slogan promosso dai partecipanti alla protesta, non autorizzata, proprio mentre entravano a Place de la Republique.Secondo quanto riferito da alcune fonti della prefettura della Capitale francese, sarebbero circa un centinaio le persone fermate.

Del divieto di manifestare deciso dal governo in seguito agli attacchi terroristici di venerdì 13, se ne sono fregati. E questo c’era da aspettarselo. Ma hanno fatto di più, i facinorosi di estrema sinistra che ieri pomeriggio hanno trasformato Place de la Républiquein un teatro di guerriglia urbana: non paghi di lanciare ogni tipo di oggetto, tra cui bottiglie di vetro, bocce, sassi, scarpe e accendini, centinaia di essi ha sfregiato il memoriale dedicato alle 130 vittime delle stragi jihadiste e utilizzato i ceri deposti ai piedi della statua di Marianne come proiettili contro le forze dell’ordine.

Si apre cosi la Conferenza sul clima di Parigi (Cop21), che riunirà nella capitale i principali capi di Stato mondiali. Si apre con gli scontri tra un manipolo di violenti che si sono autodefiniti «gli anti- Cop21» e gli uomini del Crs chiamati a garantire l’ordine nella piazza simbolo del raccoglimento repubblicano. «Zadisti», anarchichi, militanti anti capitalisti, provenivano dagli ambienti dell’estrema sinistra gli incappucciati che hanno rovinato la protesta pacifica e silenziosa organizzata dall’ong Avaaz, che con l’aiuto di attivisti e cittadini, nella mattinata, aveva ricoperto Place de la République con una distesa di scarpe (pure scarpe di celebrità come Marion Cotillard e le calzature di Papa Francesco) orientate con la punta verso Place de la Nation, punto di arrivo della grande marcia prevista e poi annullata in seguito agli attentati.

Si sono presentati col volto coperto e vestiti di nero verso le 14, hanno distrutto gli omaggi alle vittime (ceri, mazzi di fiori, foto, bandiere) e al grido di «Stato d’urgenza, Stato di polizia. Non ci toglierete il diritto dimanifestare» hanno scatenato la loro violenza contro le forze dell’ordine in tenuta antisommossa. Il cordone di attivisti e cittadini che stava proteggendo il memoriale perle vittime ha impedito che i danni fossero più ingenti. Ma c’è un episodio, riportato dal Figaro che lascia senza parole: uno dei malintenzionati stava per dar fuoco a una bandiera francese, aiutandosi con i disegni dei bambini in omaggio alle vittime che erano stati lasciati ai piedi della statua di Marianne, prima che alcune persone intervenissero per stopparlo.

Gli uomini del Crs hanno risposto all’assembramento del corteo non autorizzato con cariche leggere e spray urticanti, prima dell’arrivo dei blindati e del lancio di alcuni lacrimogeni che hanno evitato un’ulteriore degenerazione degli scontri. Alle 16 i tafferugli sono andati scemando (alcuni militanti, ostinati a non abbandonare la piazza, hanno intonato a pieni polmoni l’Internazionale) e a pochi chilometri di distanza, al Bourget, veniva ufficializzato l’avvio delle negoziazioni tra i delegati dei 195 paesi che contano di trovare un accordo sul clima entro l’11 dicembre (giorno di chiusura della Cop21).

Prima dello scatenarsi della violenza, lungo Boulevard Voltaire a Parigi e in molte altre città, si erano creati dei cordoni umani pacifici per denunciare «lo stato di emergenza climatica». Nella capitale erano in 10.000 secondo gli organizzatori, 4500 secondo la prefettura. Ma resta quello scempio insensato al memoriale delle vittime. Il primo ministro, Manuel Valls, ha reagito condannando «le violenze indegne contro le forze dell’ordine», prima di aggiungere che «rispettare il memoriale, significa rispettare le vittime». Poco dopo il premier, ha parlato anche il capo di Stato, Francois Hollande, che ha fustigato l’azione «scandalosa». «Sapevamo che c’erano degli elementi perturbatori che non hanno nulla a che vedere con i difensori dell’ambiente», ha dichiarato Hollande a margine del summit Ue a Bruxelles, prima di aggiungere che gli incidenti provocati dai facinorosi sono «spiacevoli, o peggio scandalosi». Il bilancio finale degli scontri, secondo quanto riportato ieri sera dal ministero dell’Interno, è di 208 manifestanti fermati.

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