Parkinson, arriva la soluzione per una diagnosi precoce, arriva il bracciale smart

Importante passo in avanti nella cura e trattamento del morbo di Parkinson.Per chi non lo sapesse si tratta di una malattia neuro-degenerativa, i cui sintomi sono il risultato della morte delle cellule che sintetizzano e rilasciano la dopamina;i sintomi più comuni ed evidenti purtroppo sono il tremore, la rigidità, la lentezza nei movimenti e difficoltà a camminare.Seguono problemi di natura cognitivo comportamentali ed una sorta di demenza nei casi più gravi. Ritornando al passo in avanti effettuato proprio nelle ultime settimane, vi segnaliamo una scoperta made in Italy, che potrebbe risultare molto importante per la diagnosi precoce della malattia.

Si tratta di un braccialetto smart che ci fornirà delle precise indicazioni proprio sull’avanzamento del Morbo di Parkinson. Il bracciale smart è frutto del lavoro di un gruppo di ricercatori della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Il braccialetto, da quanto emerso, è stato già testato presso il reparto di Neurologia dell’ospedale di Carrara su un gruppo di pazienti, circa 150 e su circa 100 persone sane per valutare l’affidabilità proprio delle misurazioni fornite dal bracciale smart. Esteticamente ha proprio la forma di un bracciale, formato da anelli inerziali che devono misurare il movimento di mano, polso e dita.

La Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa spiega che “Lo stesso sistema può essere utilizzato anche durante le fasi successive della malattia, garantendo un monitoraggio nel tempo delle prestazioni motorie dei pazienti e risultando caratterizzato da un’elevata flessibilità. I pazienti possono utilizzarlo anche a casa, favorendo il medico nel controllo del decorso della patologia”. Filippo Cavallo, uno dei ricercatori coinvolti nello studio: “La novità più importante è la possibilità di rallentare la malattia applicando terapie personalizzate tramite l’utilizzo di sensori che consentano la corretta e precisa valutazione dei pazienti già in fase precoce”.

“Lo stesso sistema può essere utilizzato anche durante le fasi successive della malattia, garantendo un monitoraggio nel tempo delle prestazioni motorie dei pazienti e risultando caratterizzato da un’elevata flessibilità. I pazienti possono utilizzarlo anche a casa, favorendo il medico nel controllo del decorso della patologia”.

La novità più importante è la possibilità di rallentare la malattia applicando terapie personalizzate tramite l’utilizzo di sensori che consentano la corretta e precisa valutazione dei pazienti già in fase precoce” asserisce il ricercatore Cavallo.

“La novità più importante è la possibilità di rallentare la malattia applicando terapie personalizzate tramite l’utilizzo di sensori che consentano la corretta e precisa valutazione dei pazienti già in fase precoce“.

“Nelle persone con malattia di Parkinson, infatti, l’esercizio fisico può aiutare a migliorare l’equilibrio e ridurre del 70% le cadute, che sono la loro più comune causa di accesso al pronto soccorso”.

“Lo stesso sistema può essere utilizzato anche durante le fasi successive della malattia, garantendo un monitoraggio nel tempo delle prestazioni motorie dei pazienti e risultando caratterizzato da un’elevata flessibilità. I pazienti possono utilizzarlo anche a casa, favorendo il medico nel controllo del decorso della patologia”, si legge in un comunicato diffuso proprio dall’Ateneo Pisano.

“La possibilità di rallentare la malattia applicando terapie personalizzate tramite l’utilizzo di sensori che consentano la corretta e precisa valutazione dei pazienti già in fase precoce, rappresenta la principale innovazione sia clinica che scientifica della soluzione tecnologica presentata. Essa mostra chiare potenzialità nello studio e trattamento della malattia di Parkinson, ma può risultare di ampio interesse da un punto di vista industriale trovando applicazione in vari segmenti di mercato, come giochi e interfacce per smartphone”.

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