Parla il papà dì Daniele Potenzoni “Aiutatemi a cercare mio figlio”

Fonte: Settimanale Giallo di Gian Pietro Fiore – Sono certo che mio figlio Daniele stia ancora vagando per Roma, le ricerche devono continuare anche se ormai sono passati molti giorni dalla sua scomparsa. Ritengo che possa trovarsi in centro città, forse vicino alla stazione Termini o nella zona del Colosseo”. Francesco Potenzoni non ha ancora perso le speranze di ritrovare sano e salvo il suo amato figlio Daniele, il 36enne con problemi psichici scomparso il 10 giugno scorso durante una gita a Roma. Daniele è originario di Pantigliate, in provincia di Milano, ed era arrivato a Roma per assistere all’udienza di Papa Francesco insieme a un gruppo di altri disabili accompagnati da quatto assistenti sociali.

Gli accompagnatori lo hanno perso di vista alla stazione Termini della metropolitana e da quel momento di Daniele non si è più saputo nulla. Il suo papà, che lo cerca incessantemente da due mesi, ha una convinzione: «Daniele è vivo e sono certo che non sia solo. Ho il sospetto che fin dal giorno della scomparsa abbia incontrato un senzatetto e abbia iniziato a seguirlo. Adesso Daniele potrebbe avere la barba incolta, ma è comunque molto riconoscibile per via del suo naso: è schiacciato, deformato, un segno inconfondibile. Quando è agitato si tocca il naso e la testa in continuazione».

Nella pagina qui a fianco abbiamo preparato un volantino con una fotografia di Daniele scattata prima della sua scomparsa e una in cui si vede il ragazzo come potrebbe essere adesso. Chiediamo l’aiuto di tutti i generosi lettori di Giallo: per aiutare il suo papà a ritrovare Daniele ritagliate il volantino e attaccatelo per le strade della vostra città, nelle stazioni e nei negozi, in modo che tutti sappiano come è fatto Daniele. Fatene fotocopie e distribuitele tra i vostri amici. Più ne attaccate e più possibilità ci saranno di ritrovarlo. Non lasciamo solo questo papà. Dice Francesco: «Se qualcuno dovesse riconoscerlo, non abbia paura a segnalarlo alle forze dell’ordine: Daniele non è una persona violenta. È buono e socievole. Non è assolutamente pericoloso! Avvicinatevi a lui senza timore e trovate un pretesto per parlargli. Offritegli una sigaretta e chiedetegli come si chiama.

Lui sarà contento di fare due chiacchiere». Francesco Potenzoni da qualche settimana ha perso anche il lavoro, ma il suo unico pensiero è quello di ritrovare il figlio: «È assurdo, sembra svanito nel nulla, ma è certo che non si sia mai spostato da Roma. Per questo mi rivolgo ai romani: fate attenzione mentre camminate, se avvistate mio figlio avvertiteci subito. Daniele è in grado di parlare molto bene, ha frequentato il liceo classico, era in quarta superiore quando è stato improvvisamente colpito da questa tremenda malattia. Aveva molti amici, piaceva alle ragazze, sognava di fare il medico o l’avvocato. Poi un giorno è come se il suo cervello avesse avuto un “guasto”. Aiutatemi a riportarlo a casa, Daniele ha bisogno di noi come noi abbiamo tanto bisogno di lui».

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