Pensioni Inps con flessibilità in uscita nella manovra 2016, ecco come potrebbero cambiare

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La manovra finanziaria per il 2016, ovverosia la prossima Legge di Stabilità che dovrà varare il Governo presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, potrebbe essere caratterizzata da novità e da interventi importanti in materia di pensioni Inps. La questione cardine è rappresentata, in linea con l’orientamento del Governo già espresso più volte, dall’introduzione di una maggiore flessibilità in uscita permettendo quindi di andare prima in pensione a fronte del pagamento di una prestazione ridotta, ma come? Come cambieranno allora le pensioni?

Ebbene, in accordo con quanto riportato dal ‘Il Giornale’, l’Esecutivo nell’introdurre maggiore flessibilità in uscita mirerebbe ad istituire una sorta di mix tra l’assegno ridotto ed il prestito pensionistico in modo tale da permettere al lavoratore che fa questa scelta di andare in pensione a partire dal compimento del 62-esimo anno di età anagrafica.

L’introduzione di una maggiore flessibilità in uscita per quel che riguarda le pensioni Inps è una cosa oramai data quasi per certa. Il punto su cui il Governo sta lavorando e dovrà lavorare è quello per cui la ‘riforma’ venga definita in modo tale da non andare a pesare troppo su quelle che sono le finanze pubbliche.

Inoltre resta ancora da definire con precisione pure la soglia di età anagrafica in corrispondenza della quale sarà possibile andare in pensione con l’assegno ridotto. Per esempio, il Quotidiano ‘Il Sole 24 Ore’ ha recentemente riportato che la soglia di età potrebbe essere fissata a 63 anni e non al compimento del 62esimo anno di età.

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