Perugia, spara alla moglie nel giorno contro la violenza sulle donne “Ho fatto qualcosa di grave”

Ha avuto luogo proprio ieri, 25 novembre 2016, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Una giornata dedicata a tutte quelle donne uccise o comunque vittime di maltrattamenti il cui numero tende ad aumentare ogni giorno sempre più. E proprio nel giorno contro la violenza sulle donne vi è stata un’altra donna uccisa dal marito a fucilate. La tragedia ha avuto luogo, nello specifico a Perugia, il comune italiano capoluogo dell’omonima provincia e della regione Umbria, dove al culmine di una lite Francesco Rosi, agente immobiliare 43enne, ha ucciso la propria moglie. Ma vediamo nello specifico quanto accaduto. Poco prima delle 16,00 di ieri 25 novembre Francesco Rosi chiama il 112 affermando “Ho fatto una cosa molto grave a mia moglie, venite”, i carabinieri e l’ambulanza poco dopo sono subito arrivati sul posto ovvero in una villa sita in via Bellocchio e, arrivati sul luogo in cui è avvenuta la tragedia, hanno trovato la donna, Raffaella Presta, priva di vita.

Per la donna infatti non c’era ormai più nulla da fare, il marito l’aveva uccisa sparandole due fucilate al basso ventre. Non è ancora chiaro cosa sia successo e quale sia stato il motivo che abbia spinto l’agente immobiliare 43enne a sparare la moglie ma secondo una prima ricostruzione alla base dell’omicidio sembrano essere presenti “futili motivi”. Raffaella era una bravissima avvocatessa e proprio a proposito della sua bravura, sia sul livello professionale che su quello comportamentale, si è espressa una collega ovvero l’avvocato Marisa Marmottini, la quale ha nello specifico affermato “Raffaella era una collega esperta e scrupolosa. Una persona molto bella e solare e molto aperta. Era una madre perfetta, aveva allevato il figlio in modo ineccepibile. Lascia un grande vuoto”.

Al momento della tragedia era presente anche il loro bambino di sei anni che però, fortunatamente, si trovava in un’altra ala dell’edificio.

La colle di lavoro della donna dice, era una mamma perfetta «Raffaella – dice l’avvocato Marisa Marmottini con cui ha lavorato per qualche anno – era una collega esperta e scrupolosa. Una persona molto bella e solare e molto aperta. Era una madre perfetta, aveva allevato il figlio in modo ineccepibile. Lascia un grande vuoto».

Marini «Nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne – ha detto in un post su Facebook la presidente della Regione Catiuscia Marini -, piangiamo una giovane donna perugina uccisa dal marito. E come volete chiamarlo se non femminicidio? Questa è una vera emergenza sociale e culturale. Dobbiamo fermare questa strage delle donne uccise solo perché donne da uomini che dovrebbero garantirle relazioni civili, affettive ed umane. Nei prossimi giorni, d’intesa con altre istituzioni, assumerò una iniziativa pubblica per azioni concrete utili a tutelare le donne. Oggi il mio pensiero doloroso va a quel piccolo bambino di appena 6 anni che si trova la mamma uccisa da chi avrebbe avuto il dovere di proteggere il piccolo e la mamma. Sono addolorata come donna e come Presidente di una regione che non riesce a fermare questa odiosa strage di donne».

Romizi «E’ con enorme dolore e sgomento che apprendiamo la notizia dell’uccisione di una giovane donna, colpita nella sua abitazione proprio mentre si celebrava la giornata mondiale contro la violenza sulle donne.L’Amministrazione – scrive il sindaco Andrea Romizi in una nota – comunale sta seguendo con attenzione quanto accaduto ed esprime profonda commozione e vicinanza alle famiglie coinvolte in una tragedia che trascina con sé anche un bambino di appena sei anni. La violenza tra le mura domestiche, spesso per mano di persone vicine alla vittima, è ormai un’emergenza sociale che pare inarrestabile. Sia personalmente che come istituzioni non possiamo assistere impotenti ai continui e crescenti episodi di femminicidio. Siamo tutti chiamati ad un rinnovato e sentito impegno, mettendo in campo ogni possibile iniziativa per fermare questa strage».

Porzi «Ancora una donna uccisa, proprio oggi, in una giornata in cui tutti noi siamo chiamati a rinnovare il nostro impegno politico, istituzionale e civile contro la violenza sulle donne. A nome anche dell’Assemblea legislativa dell’Umbria esprimo insieme al cordoglio e alla vicinanza al figlio e ai familiari della vittima, la nostra ferma volontà ad agire, nell’ambito delle nostre competenze, per mettere in atto tutte iniziative legislative e istituzionali per prevenire e contrastare questo inaccettabile fenomeno». Così la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Donatella Porzi, che aggiunge: «È indispensabile agire, come istituzioni, sull’educazione all’affettività nel percorso scolastico perché si riescano a strutturare e condividere sani rapporti relazionali, basati sul rispetto e sul l’accoglienza delle rispettive diversità».

Cav «È con profondo dolore – scrivono le responsabili dei centri antiviolenza di Perugia e Terni – che oggi, proprio oggi, 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, ci stringiamo nel più commosso cordoglio al figlio di Raffaella e alla sua famiglia. Difficile trovare parole che possano commentare l’ennesimo orribile femminicidio. Diciamo solo che non tolleriamo più queste morti. Troppe le donne uccise da uomini violenti. Troppi i bambini e le bambine che vivranno nel dolore senza una madre. Dobbiamo lottare ogni giorno tutti e tutte insieme: associazioni, istituzioni, forze dell’ordine, scuole, uomini e donne, per contrastare la violenza, insegnare il rispetto e la parità di genere. Nelle prossime ore non vorremmo ascoltare solo parole di cordoglio, ma concrete e responsabili prese di posizione, fuori da ogni strumentalizzazione politica e non vorremmo dover leggere i soliti luoghi comuni che ricorrono in queste drammatiche occasioni: termini quali “raptus”, “gelosia”, “delitto passionale” non fanno altro che distogliere l’attenzione dalla realtà dei fatti. L’ennesima donna è stata uccisa per mano di un uomo».

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