Piano salva-banche da oltre 3,5 miliardi approvato dal governo: ‘Nessun finanziamento pubblico’

Si è tenuto nella giornata di ieri, domenica 22 novembre del 2015, a partire dalle ore 18,10 e fino a poco dopo le 18,30, un Consiglio dei Ministri a Palazzo Chigi presieduto dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi con all’ordine del giorno ‘disposizioni urgenti per il settore creditizio, o se si vuole, in accordo con quanto è stato riportato dalla stampa nazionale in questi ultimi giorni, l’approvazione di un piano salva-banche.

Il Decreto approvato, in particolare, va a garantire la continuità aziendale ed i rapporti di lavoro, nonché a tutelare pienamente i correntisti dei seguenti istituti di credito: Cassa di risparmio di Ferrara S.p.A, Banca delle Marche S.p.A, Banca popolare dell’Etruria e del Lazio – Società cooperativa e Cassa di risparmio della Provincia di Chieti S.p.A..

Il decreto legge con entrata in vigore da oggi, lunedì 23 novembre del 2015, precisa altresì la Presidenza del Consiglio con una nota, ‘non prevede alcuna forma di finanziamento o supporto pubblico alle banche in risoluzione o al Fondo nazionale di risoluzione‘, così come ‘i provvedimenti di avvio alla risoluzione non prevedono il ricorso al bail-in‘.

In accordo con quanto è stato riportato dall’edizione online de ‘Il Sole 24 Ore’, con il decreto approvato dal Governo il piano salva banche presenta un controvalore pari a 3,6 miliardi di euro con la messa in sicurezza di Cassa di risparmio di Ferrara S.p.A, di Banca delle Marche S.p.A, della Banca popolare dell’Etruria e del Lazio – Società cooperativa e della Cassa di risparmio della Provincia di Chieti S.p.A., che avverrà attraverso uno sforzo che sarà ripartito tra l’intero sistema bancario.

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