Pillola anticoncezionale, 113 donne restano incinte per colpa del confezionamento fatto male

Incredibile quanto accaduto negli Stati Uniti, dove più di 100 donne hanno fatto causa alla Qualitest Pharmaceuticals a causa di un errore di confezionamento su pillole anticoncezionali, errore che stando a quanto emerso, avrebbe provocato alcune gravidanze indesiderate. Le donne prendevano la pillola ma sono rimaste incinte a causa di questo errore causato dalla casa farmaceutica responsabile, ovvero la Qualitest Pharmaceuticals, controllata da Endo Pharmaceuticals.

Da quanto emerso, nel 2011 l’azienda aveva ritirato otto marchi di contraccettivi orali dopo essersi resa conto dell’inefficacia del farmaco a causa di un errore.Ad oggi, dunque, sarebbero ben 113 le donne, residenti in 28 diversi stati, che stanno chiedendo milioni di dollari di danni all’azienda ritenuta responsabile delle loro gravidanze. Le pillole in questione sarebbero stati confezionati in modo errato.

“Il nostro impegno è quello per la sicurezza del paziente e prendiamo la qualità del prodotto molto sul serio. Non vi è alcun nuovo o recente richiamo del prodotto. Il richiamo in questione è stato del tutto volontario e si è verificato più di quattro anni fa, nel settembre 2011″, ha fatto sapere la Endo Pharmaceuticals attraverso una dichiarazione. Dall’Italia intanto è arrivato il commento di Giovanni D’Agata, presidente dello Sportello dei diritti, la quale ha dichiarato: “Ovviamente tutti sono bravi a difendersi, specie quando si tratta di colossi farmaceutici. Fatto sta, comunque che il caso americano costituisce un significativo precedente in materia che impone la massima attenzione per le cause farmaceutiche anche nel confezionamento dei propri prodotti”. 

Nonostante cio, ora la Qualitest Pharmaceuticals rischia di dover pagare un risarcimento da almeno 6 zeri. “Generazioni di donne si sono fidate della pillola anticoncezionale”, dice Cindy Pearson del National Women’s Health Network, “e quando le aziende creano problemi devono rimediare”.

“Ovviamente tutti sono bravi a difendersi, specie quando si tratta di colossi farmaceutici” rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, associazione che da tempo si occupa anche d’informare i cittadini dei richiami e delle problematiche concernenti la messa in commercio dei farmaci. Fatto sta, comunque che il caso americano costituisce un significativo precedente in materia che impone la massima attenzione per le cause farmaceutiche anche nel confezionamento dei propri prodotti.

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