Poeta palestinese Fayadh, Arabia Saudita lo condanna a morte: ‘Ha dubitato dell’esistenza di Dio’

Dopo essere stato condannato nel processo di primo grado a quattro anni di carcere e ad 800 frustate, il poeta palestinese Fayadh rischia di essere giustiziato. Questo dopo che nel processo di appello al poeta, per ‘aver dubitato dell’esistenza di Dio‘, è stata inflitta la pena massima, quella della condanna a morte in accordo con quanto riportato da Human Rights Watch.

L’arresto del poeta Ashraf Fayadh, che è cresciuto in Arabia Saudita ma che è nato da genitori palestinesi, risale al 2013 quando uno dei suoi lettori, citando quanto contenuto in una sua raccolta di poesie del 2008, lo accuso di incitamento a rinunciare all’Islam, e quindi a ‘dubitare nell’esistenza di Dio’ così come si legge nella sentenza di condanna a morte di Ashraf Fayadh che Human Rights Watch ha avuto modo di visionare.

La sentenza di condanna a morte per il poeta Ashraf Fayadh risale a martedì scorso con il giudice che, quindi, ha confermato quello che è stato il reato contestato da parte dell’accusa. Nel 2015, che ancora deve finire, in Arabia Saudita, secondo quanto riportato da Repubbica.it, sono state giustiziate almeno 150 persone. Il poeta palestinese Ashraf Fayadh farà la stessa fine?

Si spera di no anche perché già in passato, ed in particolare nel 2014, centinaia tra artisti ed intellettuali attraverso una petizione avevano chiesto la sua liberazione. In realtà, almeno secondo il parere di alcuni attivisti, il motivo della condanna non avrebbe a che fare con il dubitare dell’esitenza di Dio ma con un video che il poeta ha pubblicato sul web, e dove si vedrebbe la polizia religiosa di Abha picchiare un giovane in pubblico.

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