Policlinico di Palermo: donna uccisa con dose letale di chemio, arrivano le condanne per medici ed infermieri

0

A distanza di alcuni anni è finalmente arrivato il giorno tanto atteso dalla famiglia di Valeria Lembo, la giovane donna di 34 anni, uccisa lo scorso 2011 da una dose letale di chemioterapia somministrata all’Ospedale Policlinico di Palermo. Accertato che la morte della giovane Valeria Lembo sia stata causata da un errore medico e da una dose killer di farmaco chemioterapico, il giudice monocratico Claudia Rosini nella giornata di ieri ha condannato l’ex primario, nonchè gli specializzandi ed infermieri ritenuti responsabili di quanto accaduto al Policlinico di Palermo.

Per chi non lo ricordasse, alla donna colpita da un tumore alla spalla, ovvero il linfoma di Hodgkin, furono somministrate 90 unità del farmaco piuttosto che 9, ovvero una dose dieci volte superiore a quella necessaria. E così l’ex primario di Oncologia del Policlinico di Palermo, Sergio Palmeri è stato condannato a 4 anni e 6 mesi per omicidio colposo, la collega Laura Di Noto la specializzanda è stata invece accusata anche di falso e condannata a 7 anni, ed ancora Alberto Bongiovanni lo specializzando condannato a 6 anni e 6 mesi di reclusione.

Condannati anche due infermiere professionali, ovvero Clotilde Guarnacca ed Elena D’Emma, accusate di omicidio colposo. Gioacchino Mancuso, invece, lo studente universitario difeso dagli avvocati Giovanni Di Benedetto e Paolo Sanfilippo è stato assolto per non aver commesso il fatto.

“La giustizia funziona.Mia figlia ha avuto giustizia. Sono contenta per lei e per suo figlio. Speriamo che questo serva per evitare che episodi simili accadano anche in futuro”, ha dichiarato la madre.Il marito di Valeria, invece, Tiziano Fiordilino, ha assistito alla sentenza senza lasciarsi andare ad una dichiarazione.

Rispondi o Commenta