Pontoglio, il sindaco installa cartelli stradali anti-islam: polemiche sul web

Pontoglio, comune italiano della provincia di Brescia, in Lombardia nelle ultime ore è finito al centro dell’attenzione in seguito alla pubblicazione sul web di alcuni particolari cartelli stradali in cui viene chiesto il rispetto di quelli che sono la cultura e le tradizioni locali. Nello specifico sotto il grande cartello con la scritta del nome del comune è dunque Potoglio, è stato affisso un secondo cartello, leggermente più piccolo, in cui è stato scritto “Paese a cultura Occidentale e di profonda tradizione Cristiana. Chi non intende rispettare la cultura e le tradizioni locali è invitato ad andarsene”, parole molto forti queste che, nel giro di poche ore, hanno provocato una vera e propria polemica sul web.

A volere tali cartelli stradali posti all’ingresso del comune è stato proprio il Sindaco di Pontoglio ovvero Alessandro Seghezzi, il quale attraverso un comunicato ufficiale del Comune di Pontiglio ha spiegato “L’iniziativa, in linea con le precedenti, rispetta le linee programmatiche di inizio mandato.

E’ un invito a rispettare la cultura e le tradizioni locali. Una cultura che si fonda sul rispetto reciproco: dalla donna alla musica, dall’arte ai costumi, dalle usanze ai riti tradizionali. Il rispetto altrui, è per noi, la prima vera forma di civiltà e libertà.”

Tale comunicato è stato anche condiviso dal Sindaco attraverso la pagina Facebook del comune di Pontoglio suscitando numerose polemiche. Sulla questine si è anche espresso l’assessore Bocchi, il quale ha nello specifico affermato “Ma non c’è nulla di razzista, sono tutte interpretazioni che vengono fatte. Questa è un’informazione storica, la nostra tradizione è questa. Se qualcuno ci vuole contestare perchè Pontoglio non ha tradizioni cristiane lo dica. Non vogliamo applausi nè critiche: il messaggio del cartello è molto chiaro”.

LA LETTERA DI UN CITTADINO CHE SI RIVOLGE AL SINDACO DELLA CITTADINA

Buona sera sig Seghezzi,

mi permetto di scrivere queste 2 righe riguardo i vostri cartelli “culturali”, o meglio, semi-culturali.  Credo che sia un atto un poco eccessivo, poco utile, soldi un poco buttati (senza voler fare conti in tasca).

In meno di 10 ore questa iniziativa è oramai barzelletta ai confini della fantasia, tant’è che mi pare assurdo dover mettere cartelli per ricordare ai suoi cittadini e a chi di transito a Pontoglio le tradizioni ed il credo di tutti noi. Sappiamo tutti le nostre discendenze cristiane, ed essendo io in primis un amante dell’arte italiana, ringrazio le nostre istituzioni cattoliche che con i soldi della povera gente è riuscita a finanziare e mantenere tutta l’arte che oggi posso ammirare.

Perché le sto scrivendo? Le scrivo perché questa mattina ho sorriso. Ed ora, a fine giornata, sorrido ancora.

Cercando di capire le ragioni e cosa di preciso cercate di trasmettere. Vivo in una città (Bergamo) che ospita grandissime ed immense forme d’arte: l’antica città alta con le sue mura ed edifici Veneti, le antiche strade commerciali, dalla via Mercatorum alla via Priula, gli affreschi del Lotto, le fotografie di Buscarino al prestigioso teatro Donizetti ed altre immense finestre d’arte.

Senza parlare del territorio, delle sue potenzialità tutt’ora INUTILIZZATE. Detto questo mi chiedo senza pace il senso di un cartello che proclama la tradizione e la cultura di un territorio che di fatto NON è minimamente valorizzato dalla popolazione locale che da sempre lo vive fregandosene completamente di tutta la cultura.

Mi permetto di definire i suoi cartelli e la sua azione ridicola, non vergognosa, non offensiva come dicono in molti, ma incredibilmente ridicola e povera si. Le persone realmente colte e con un senso effettivo della tradizione non hanno bisogno di memorandum su bordo strada e tanto meno si sentono offesi o presi in merito da questo, e chi dovrebbe invece sentirsi sotto accusa probabilmente non sa l’italiano, non sarebbe stato meglio tradurlo direttamente anche in arabo, romeno?

Credo che ognuno di noi debba farsi carico della propria cultura prima di affiggerla in giro, in uno stato dove il massimo dell’arte crolla, i teatri chiudono per fallimento e la notizia drammatica la fa solo il cocorico, sarebbe utile incentivare alla cultura senza alzare polveroni tra la gente. Non era meglio scrivere: “Pontoglio città d’arte e tradizioni”? Qualcosa di Veneto lo avete…

Riassumendo ciò che avete fatto non vi ha dato buona pubblicità, spero vi dia almeno i voti degli elettori salviniani che dalla mattina festeggiano il cartello come santa reliquia da incastonare nel loro presepe famigliare.
Attendo una piccola risposta, o solo un piccolo suo perché.

Cordiali saluti e felici feste.

Francesco

Allinizio furono i cartelli in doppio idioma, con il nome del paese in dialetto. Ora, senza badare troppo al politically correct, il comune bresciano di Pontoglio guarda avanti e ha messo all’ingresso del centro storico quelle che in Paese hanno ribattezzato come comunicazioni “no-islam”. Ma, secondo la giunta «non c’è alcun messaggio razzista».

Così la coalizione di centrodestra guidata da Alessandro Seghezzi, già nella bufera per l’innalzamento del prezzo del certificato di idoneità alloggiativa a 425 euro, una maxi stangata sugli extracomunitari, e nel paese scosso dalla morte di Pietro Raccagni, macellaio 53enne ucciso da una banda di ladri albanesi l’anno scorso, ha affisso mercoledì degli eloquenti cartelli di segnaletica stradale agli ingressi del paese. “Paese a cultura occidentale e di profonda tradizione cristiana – si legge in calce all’ingresso del Comune -. Chi non intende rispettare la cultura e le tradizioni locali è invitato ad andarsene”. Tutto possibile grazie a una delibera ad hoc. Ma guai a parlare di atto razzista della giunta che ha spiegato in una nota la filosofia dell’iniziativa.

«Si comunica che il Sindaco e la Giunta Comunale, con delibera n0168 del30/11/2015 -si legge nella nota tecnica – hanno deciso di installare agli ingressi del Comune di Pontoglio dei nuovi cartelli di segnaletica stradale volti a ricordare lcaratteristiche storiche del nostro paese». Non solo. «L’iniziativa, in linea con le precedenti, rispetta le linee programmatiche di inizio mandato – ha tenuto a sottolineare il sindaco -. È un invito a rispettare la cultura e le tradizioni locali. Una cultura che si fonda sul rispetto reciproco: dalla donna alla musica, dall’arte ai costumi, dalle usanze ai riti tradizionali».

Nulla di strano, quindi, per la maggioranza che ricorda come non ci sia «nulla di razzista». «Questa è un’informazione storica, la nostra tradizione è questa – hanno rimarcato in giunta -. Se qualcuno ci vuole contestare perchè Pontoglio non ha tradizioni cristiane lo dica. Non vogliamo applausi nè critiche: il messaggio del cartello è molto chiaro». Posizione che ha spinto il vice sindaco socialista di Brescia, Laura Castelletti, a polemizzare: «Pensavo di vivere in uno Stato. Non sapevo che la donna potesse essere inserita negli usi e costumi di un Paese».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.