Possiedi un gatto? Attenzione al parassita che provoca malattie mentali

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Una brutta notizia è in arrivo per tutti gli amanti degli animali e nello specifico dei gatti. Ebbene si, stando a quanto emerso da uno studio Stanley Medical Research Institute del Maryland, e poi pubblicato sulla rivista Schizophrenia Research chi possiede un gatto deve stare particolarmente attento perchè il batterio Toxoplasma gondii, che vive dentro questi animali è considerato un fattore di rischio per lo sviluppo di alcune malattie mentali tra cui anche la schizofrenia.

In realtà il Toxoplasma Gondii altro non è che una specie di protista parassitario che vive nei gatti e in altri animali a sangue caldo e oltre a provocare la toxoplasmosi nell’uomo, stando allo studio sopra citato potrebbe provocare alcune malattie mentali anche di rilevante importanza.

Secondo lo studio in questione, il 50,6% delle persone con schizofrenia o con altre patologie della mente aveva un gatto. Edwin Fuller Torrey, ovvero uno dei ricercatori ha dichiarato:”Entra nel cervello e forma delle microscopiche cisti.Pensiamo che poi venga attivato più tardi nell’adolescenza causando la malattia, probabilmente colpendo i neurotrasmettitori. E’ importante fare nuovi studi per replicare e confermare questi risultati”.E dunque, i ricercatori avvertono che la patologia potrebbe sopraggiungere in età tarda, nell’adolescenza colpendo i neurotrasmettitori.

“Da anni si parla del possibile ruolo, nella schizofrenia, di questo parassita che alberga nel gatto, ma si contrae soprattutto mangiando carni crude e verdure poco lavate. In realtà non esiste alcuna evidenza del suo ruolo se non pure statistiche sugli anticorpi verso il Toxoplasma nelle persone colpite dalla gravissima malattia mentale e, come sottolineato dagli studi di Torrey pubblicati sullo “Schizophrenia Bulletin” molte di queste indagini si sono svolte in paesi come la Cina dove i gatti non sono considerati animali da compagnia. Alla fine quindi non esiste, ad oggi , nessun allarme e neanche la più piccola preoccupazione sulla coabitazione fra uomo e gatto, in relazione a questa grave malattia che riconosce principalmente cause genetiche e altre ancora ignote”, ha dichiarato il veterinario Oscar Grazioli. 

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