Renzi speronato sui migranti “Non siamo il paese dei Balocchi”

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L’Inghilterra scarica l’Italia, David Cameron se la prende con Matteo Renzi e quest’ultimo si sfoga con «la sinistra». Il premier italiano si è reso conto che sull’immigrazione il governo si sta giocando -giorno dopo giorno – un pezzo importante della sua credibilità. Per questa ragione, riferendo al Senato in vista del Consiglio europeo in programma per questa sera e domani, Renzi ha rivolto un appello «alla sinistra»: «Non dobbiamo avere paura di concetti come quello di “rimpatrio”».

Le difficoltà del premier a farsi ascoltare nel Continente sono malcelate dietro ad una minaccia, recapitata a chi di dovere per mezzo diunalette-ra mandata ad alcuni quotidiani internazionali e poiriba-dita a Palazzo Madama: «Noi chiediamo all’Ue di farsi carico insieme a noi dell’accoglienza. Questo non vuol dire che noi non siamo in grado di farlo. Questo è un gran Paese che si può permettere persino di fare da soli. È l’Europa che non si può permettere di lasciare l’Italia sola». Soltanto ieri la guardia costiera ha recuperato 209 migranti, mentre una nave tedesca ne ha sbarcati a Reggio Calabria 627.

Il presidente del consiglio sembra avere deciso un cambio di strategia, alzando i toni: «Dobbiamo ragionare su una soluzione tecnica ai flussi, un percorso che richiederà anni». Anche di come dimensionare i flussi il premier, ricevuto ieri dal Presidente Sergio Mattarella, parlerà nel corso dell’incontro di stamattina con il ministro dell’Interno Angelino Alfano, i Presidenti delle Regioni e l’Anci.

«Il 24 giugno dello scorso anno eravamo qui a presentare il Consiglio Ue, come oggi. Gli arrivi dei migranti erano stati 59.600, quest’anno sono stati 61.400. C’è stato un aumento di 1.800 unità, circa il 3%», ha rilevato il premier nel suo discorso. Il problema è che l’aumento – modesto – del flusso è stato gestito male. Lo ammette addirittura Pier Ferdinando Casini, leader Udc, partito che fa parte della maggioranza: «L’isterismo è motivato dal fatto che c’è grande disorganizzazione nell’accoglienza», ha spiegato. Il premier italiano alza i toni coi partner che incontrerà stasera e domani a Bruxelles. «Siamo di fronte a un’ondata che sta mettendo in discussione il concetto stesso di Europa. Il gesto simbolo dell’identità europea per i giovani della mia generazione è stata la caduta del muro di Berlino: rischiamo che i ragazzi di oggi vedano salire un muro che qualcuno vorrebbe costruire tra Ungheria e Serbia…». L’Ungheria ha comunque rinunciato a chiudere le sue frontiere. Per la prima volta Renzi ammette che esistono anche rischi sanitari: «Il rischio pandemia esiste eccome e il lavoro che stiamo facendo con Ebola prevede anche gli scenari preoccupanti. Ma le pandemie oggi arrivano con gli aerei di linea».

Invece che collaborazione e offerta di aiuti, il leader Pd si è preso ieri una pesante rampogna del premier britannico David Cameron. L’appena rieletto leader conservatore vuole “proteggere” la sua nazione da una possibile invasione e condanna le scene «totalmente inaccettabili a cui abbiamo assistito». Il riferimento è aifrequenti tentativi di entrare illegalmente in Gran Bretagna nascondendosi nei camion al porto francese di Calais messi in atto da clandestini. Londra ha assicurato che lavorerà «con le altre nazioni europee» per «mettere line al problema all’origine», ma non si è fermata lì. «Vogliamo vedere migranti meglio schedati, ma francamente molto di questo bisogna che sia fatto in Italia, dove arrivano, piuttosto che in Francia», ha aggiunto, criticando esplicitamente il nostro Paese. Nonostante il siluro inglese, gli sherpa con l’Ue sono ottimisti sull’esito della trattativa. La bozza circolata ieri delle conclusioni del vertice in programma oggi e domani conteneva infatti il seguente passaggio: «Tutti i Paesi membri parteciperanno» almecca-nismo di redistribuzione delle «40 mila persone in chiaro bisogno di protezione internazionale».

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