Renzi su obbligazionisti banche salvate: ‘Allo studio intervento, ma non è facile’, dramma Banca Etruria

Sono passati giusto sette giorni dal cosiddetto ‘Salva-Banche‘, il Decreto approvato dal Governo per il salvataggio di quattro istituti di credito, Banca Etruria, Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca Marche e CariChieti. Questo significa che i correntisti di queste quattro banche non hanno di che temere sui soldi che sono presenti sui conti correnti, ma lo stesso non dicasi per i titolari di obbligazioni subordinate che, senza un intervento da parte del Governo italiano, rischiano di rimanere con il cerino in mano.

‘Queste persone, alle quali va tutta la nostra vicinanza, non sono correntisti come tutti gli altri: hanno acquistato dei titoli, delle obbligazioni particolari, e noi cercheremo di trovare una soluzione’, ha dichiarato il Presidente del Consiglio Matteo Renzi aggiungendo però che ‘ovviamente non è la cosa più semplice del mondo pensando a come funziona oggi il mercato delle banche in Europa‘.

In altre parole non tutti i risparmiatori titolari delle obbligazioni potranno riavere indietro i soldi investiti in quanto le norme Ue non lo permettono. Questo significa che il Governo non può farsi carico delle perdite risarcendo i risparmiatori ma può eventualmente sostenerli attraverso un Fondo di solidarietà, istituito ad hoc, il cui accesso sarà possibile solo da parte di chi, avendo acquistato le obbligazioni subordinate, ora si trova in uno stato di indigenza.

Questa sarebbe l’ipotesi che è allo studio da parte del Governo italiano mentre l’Huffingtonpost.it ricorda e titola che ‘la metà dei soldi persi dai risparmiatori viene dalla Banca Etruria del padre del ministro Boschi’.

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