Riforme, minoranza PD presenta emendamenti per il Senato elettivo

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Presto la minoranza Pd presenterà alcuni emendamenti per chiedere che il nuovo Senato sia elettivo. Gli emendamenti in questione verranno consegnati nella giornata di oggi ed in totale saranno circa 28; la presentazione degli stessi avverrà a Palazzo Madama e si tratterà di una decina di emendamenti riguardanti il ddl costituzionale che riforma il Senato e il Titolo V, alcuni di questi per avere l’elettività diretta dei prossimi senatori in concomitanza con l’elezione dei Consigli regionali ed ancora per ridurre il numero dei parlamentari.

«La presentazione di questi emendamenti non cambia niente, si voteranno e vedremo chi ha numeri. Se poi, invece, si vuole fare una discussione aperta nel merito siamo disponibili» dichiara il Premier Matteo Renzi. «Partiamo dal convincimento che bisogna superare il bicameralismo perfetto e che è necessario fare presto, certo, ma anche bene e senza negare un serio e approfondito confronto sul nuovo Senato e sugli equilibri complessivi che assumerà il futuro assetto istituzionale, anche alla luce della nuova legge elettorale recentemente promulgata.I principali temi affrontati negli emendamenti riguardano l’elettività diretta dei prossimi senatori in concomitanza con l’elezione dei Consigli regionali, la riduzione del numero dei parlamentari, i poteri di verifica, controllo e inchiesta da affidare al nuovo Senato delle autonomie e la riforma del Titolo V», dichiarano i senatori della minoranza Dem.

 “Quanto al sistema delle garanzie andrebbero corrette le modalità di elezione del presidente della Repubblica e dei giudici della Corte Costituzionale, per evitare che il vincitore del premio di maggioranza assegnato dall’Italicum possa eleggersi da solo o quasi anche i principali organi di garanzia istituzionale. Ci sembra anche opportuno che alcune limitate e qualificate materie conservino una lettura bicamerale: leggi elettorali nazionali, temi di natura etica, amnistia e indulto, diritti delle minoranze, dichiarazioni di guerra e libertà religiosa“, concludono i senatori della minoranza Pd.  

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