Forza Italia, Renato Brunetta attacca il governo Renzi e chiede l’intervento di Sergio Mattarella

“Con rispetto, domandiamo al presidente della Repubblica Sergio Mattarella di esaminare la questione nella sua oggettività drammatica e alla luce dei precedenti più immediati. Questo governo non ha la maggioranza in Parlamento (oltre che nel Paese)” dicono i deputati di Forza Italia .

“Nel novembre 2011 per molto meno, senza alcuna bocciatura, e anzi dopo un voto favorevole della Camera, il Presidente Napolitano convocò Silvio Berlusconi e gli impose le dimissioni. Ora, con scarsissima sensibilità istituzionale e personale, il Presidente emerito Napolitano cerca di precostituire una strada per il suo successore, chiedendo con il suo silenzio di avallare una sorta di moral suasion di un Quirinale ombra”, scrive il Mattinale. E ricorda: “176 senatori su 320 hanno firmato emendamenti depositati che bocciano la grande riforma costituzionale che l’attuale premier ha indicato come colonna portante e senso stesso del suo mandato di Presidente del Consiglio”.

Ormai è scontro in Parlamento, tutti contro le riforme costituzionali di stampo renziano.Lo scontro purtroppo si è accentuato da quanto i senatori di minoranza Dem hanno deciso di presentare 28 emendamenti contro il ddl Boschi.Sulle riforme e di conseguenza contro Renzi si è scagliato anche il capogruppo di Forza Italia Brunetta, il quale giusto in questi giorni si è appellato al capo dello Stato.

Nello specifico, Brunetta dichiara: “In merito alle riforme e ai numeri del governo, con rispetto, domandiamo al presidente della Repubblica di esaminare la questione nella sua oggettività drammatica e alla luce dei precedenti più immediati.Questo governo non ha la maggioranza in Parlamento (oltre che nel paese): 176 senatori su 320 hanno firmato emendamenti depositati che bocciano la grande riforma costituzionale che l’attuale premier ha indicato come colonna portante e senso stesso del suo mandato di presidente del Consiglio”.

Ed ancora il capogruppo di Forza Italia aggiunge:“Invocare l’ordalia, il muro contro muro, su una materia per la quale è decisivo l’ampio consenso di Parlamento e di opinione pubblica, è qualcosa di pericoloso e disperato. Nel novembre 2011 per molto meno, senza alcuna bocciatura, ed anzi dopo un voto favorevole della camera dei deputati, il presidente Napolitano convocò Silvio Berlusconi e gli impose le dimissioni”. Attacco dunque anche al Presidente Mattarella, il quale, secondo Brunetta “con scarsissima sensibilità istituzionale e personale cerca di precostituire una strada per il suo successore, chiedendo con il suo silenzio di avallare una sorta di moral suasion di un Quirinale ombra”.

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