Riforme, senatori Dem presentano emendamenti ma Renzi non li teme

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Presentati nella giornata di ieri una serie di emendamenti riguardanti per lo più l’elettività del nuovo Senato. E’ sconto tra il Premier Renzi e la minoranza Pd sulle riforme costituzionali, e proprio in questi giorni circa 28 senatori dem hanno ribadito che presenteranno una decina di emendamenti per modificare il testo che è all’esame della commissione Affari costituzionale di Palazzo Madama, ma il Premier Renzi avverte: “Io sono disponibile a dialogare con tutti, ma non ci facciamo fermare da nessuno. Non possiamo permettere a chicchesia di mettere veti, è in ballo una idea di modernizzazione del paese”.

Qualora tutto ciò dovesse realizzarsi, avverrebbe una sostanziale modifica di quello che è l’attuale testo ed un nuovo ritorno alla Camera dei Deputati per concludere la prima deliberazione. Intanto in questi giorni anche l’ex Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha invitato le forze politiche a non affossare il cammino delle riforme, schierandosi a favore della non elettività del Senato.Nonostante l’appello di Giorgio Napolitano la situazione non sembra essere cambiata, ma gli sconti piuttosto si sono intensificati. “La cosa non mi preoccupa più di tanto, andiamo al voto e vediamo chi avrà i numeri“,aggiunge il Premier Renzi rispondendo in questo modo agli emendamenti presentati dai 28 dissidenti, ovvero Gotor, Migliavacca, Broglia, Casson, Chiti, Corsini, D’Adda, Dirindin, Fornaro, Gatti, Giacobbe, Guerra, Guerrieri, Lai, Lo Giudice, Manassero, Manconi, Martini, Micheloni, Mucchetti, Mineo, Pegore, Ricchiuti, Ruta, Sonego, Tocci, Tronti e Turano.

 Intanto anche i senatori hanno tenuto a precisare il contenuto dei loro emendamenti, dichiarando:”I principali temi affrontati negli emendamenti riguardano l’elettività diretta dei prossimi senatori in concomitanza con l’elezione dei Consigli regionali, la riduzione del numero dei parlamentari, i poteri di verifica, controllo e inchiesta da affidare al nuovo Senato delle autonomie e la riforma del Titolo V”. 

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