Rischio contaminazione batterica negli inchiostri da tatuaggi

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Il NAS dopo vari controlli e prelievi di campioni d’inchiostri per tatuaggi, ha scoperto che il 17% circa è stato corrotto da microbi e funghi. Questo risultato non può che destare preoccupazione e il ministero della Salute ha quindi cercato una soluzione momentanea che impedisca la vendita, l’utilizzo d’inchiostri che non rispettino parametri stringenti.

I controlli ancora in corso, sono stati effettuati dai Nas dai comandi di Roma, Latina, Napoli, Bari, Palermo, Milano, Torino, Alessandria, Padova, Bologna, Parma e Pescara. Il ministero saputo di questo risultato ha detto “La domanda a procedere per questo tipo di investigazioni è stata richiesta dalla Direzione generale alla prevenzione. Un’indagine già effettuata dall’Istituto superiore di sanità, su trecentocinquanta campioni di inchiostri utilizzati allo scopo di realizzare tattoo, per verificare il livello di sterilità e valutare i procedimenti per sterilizzazione i prodotti da parte delle aziende che li realizzano“.

Sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità è disponibile il documento che riassume tutte le conclusioni di qeusta campionatura, e si chiama “Caratteristiche microbiologiche di inchiostri per tatuaggi: controlli eseguiti dall’ISS” steso da Lucia Bonadonna dove sono indicate le specifiche stringenti che id’ora in poi i pigmenti per tatuaggi devono contenere. Sulla confezione d’ora in poi dovranno essere presenti: nome e indirizzo del produttore responsabile, scadenza, condizione d’uso e avvertenze, numero del lotto, lista degli ingredienti e soprattutto la garanzia di sterilità.

Bisogna ricordare che un tatuaggio presenta sempre rischi, perchè comunque s’inserisce sotto la cute aghi ed inchiostri. Secondo uno studio danese che è stata presentato ad ottobre al congresso annuale dell’Accademia europea di dermatologia e venereologia (Eadv), ha sottoposto ad analisi 58 nuovi tipi d’inchiostri per verificare la possibilità di contaminazioni batteriche. Purtroppo secondo i risultati, nel 10% dei casi sono stati rilevati batteri, come streptococchi e stafilococchi, che possono portare a brutte infezioni.

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