Cantone gestirà arbitrati obbligazionisti truffati

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I risparmiatori che hanno perso tutto con il Decreto salva-banche, a seguito dell’acquisto di obbligazioni subordinate, potranno presentare ricorso attraverso l’arbitrato la cui gestione sarà affidata all’Anac e il suo presidente Raffaele Cantone. Ad annunciarlo, in un’intervista al Tg5, è stato il Presidente del Consiglio Matteo Renzi per quella che è una decisione ed una mossa a sorpresa dopo le aspre polemiche di questi ultimi giorni.

‘Un’assoluta garanzia di terzietà e indipendenza’ ha messo in evidenza il Premier Renzi sulla decisione di assegnare la gestione degli arbitrati Autorità nazionale anticorruzione, mentre il Presidente Raffaele Cantone ha fatto sapere che ‘ad occuparsene potrebbe essere la Camera arbitrale, un organismo interno all’Autorità, ma autonomo e indipendente, formato da giuristi ed esperti di altissima professionalità, a cominciare da chi lo presiede, il professor Ferruccio Auletta‘.

‘Tutto il possibile perché chi è stato davvero truffato possa riavere i soldi’. Questo è quanto ha affermato il Presidente del Consiglio in merito alla possibilità che gli investitori traditi possano essere interamente risarciti.

Il Premier ha inoltre ribadito l’importanza del decreto salva-banche ‘perché abbiamo salvato un milione di persone e purtroppo le regole che ci sono’, e che non hanno consentito di salvare gli obbligazionisti subordinati così come è avvenuto per i correntisti, ‘sono state fatte in passato’.  Intanto per le quattro banche salvate l’asta per la vendita dovrebbe iniziare nel mese di febbraio del 2016 con Banca Marche e Banca Etruria che sono i bocconi più appetibili in quanto trattasi, dei 4, degli istituti con le dimensioni maggiori.

Da Autorità anticorruzione a organismo di tutela del risparmio. È il magistrato Raffaele Cantone, a sorpresa, l’arbitro voluto dal governo Renzi per selezionare i risparmiatori che avranno diritto al rimborso dopo il soccorso a Banca Marche, Cari Chieti, Cari Ferrara e Pop Etruria. In ballo ci sono 10.500 soggetti che avevano acquistato le obbligazioni subordinate degli istituti «risolti». La dote stabilita dall’esecutivo è di 100 milioni di euro che coprono solo in parte i 500 milioni azzerati col salvataggio d’emergenza. In realtà, il governo vorrebbe circoscrivere la faccenda ai 2.494 consumatori che avevano investito tutto nei bond spazzatura, coi risarcimenti che si ridurrebbero a soli 120 milioni.

Fin quii numeri. La questione merita di essere analizzata anche sotto altri punti di vista. Chi si aspettava che l’incarico fosse affidato alla Consob di Giuseppe Vegas o alla Banca d’Italia di Ignazio Visco (più competenti in materia finanziaria) è rimasto deluso. La scelta fatta da Renzi non è casuale e ha un paio di ragioni. La prima è d’immagine: Cantone rappresenta una risposta efficace alla figuraccia provocata dal decreto «salva banche». Ma dietro la designazione dell’Anac c’è pure un dissapore, che viene da lontano, con le authority finanziarie e con Bankitalia in particolare.
Raccontano che le prime tensioni siano state registrate in Bankitalia, che con Renzi a Palazzo Chigi avrebbe avvertito una progressiva esclusione dai dossier più caldi.

A cominciare dalla riforma delle banche popolari arrivata al consiglio dei ministri del 20 gennaio senza che via Nazionale fosse stata preventivamente informata e consultata. E siccome Renzi non può contare su funzionari di fiducia a Palazzo Koch e qualcuno ha annusato aria di rottamazione.Fatto sta che poche settimane più tardi – e qui siamo alla cronaca dell’11 febbraio – Visco firma e spedisce al Tesoro l’atto di commissariamento della Popolare dell’Etruria, l’istituto oggi al centro delle polemiche visto che vicepresidente era Pier Luigi Boschi, padre diMaria Elena Boschi, ministro per le Riforme. La banca era decotta da un pezzo, ma a palazzo Chigi c’è chi ha messo in fila gli eventi guardando con sospetto il calendario.

E adesso si fa un altro ragionamento, secondo il quale il decreto del 22 novembre – quello che ha dato il la al «fallimento pilotato» delle quattro banche – sarebbe una sorta di polpetta avvelenata preparata a via Nazionale. Un fatto non è passato inosservato: l’azzeramento del valore delle azioni e delle obbligazioni subordinate non era indicato nel provvedimento approvato dal cdm, ma solo in un comunicato «tecnico» che Bankitalia ha pubblicato successivamente. Qui va raccontato un giallo.

La nota di via Nazionale è apparsa attorno alle 18 sul sito internet dell’istituto centrale,
quando la riunione del governo non era ancora terminata; poi è sparita per riapparire solo dopo le 20. Se ne sono accorti esperti delle banche e dell’Abi che quella domenica pomeriggio stavano compulsando i siti di Palazzo Chigi e Palazzo Koch a caccia dei testi ufficiali. Secondo una versione maliziosa, l’obiettivo sarebbe stato mantenere segre-
ta, fino all’ultimo minuto, la botta su azionisti e obbligazionisti che avrebbe poi aperto un caso e battaglie politiche, peraltro ancora infuocate a distanza di settimane. Di qui la minaccia di Renzi che ora vuole far pagare il conto al nemico. Rottamando, magari con fusioni, controllori e vigilanti dei mercati finanziari.

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