Roma, fuga dalla polizia a 180 all’ora Rom falciano i pedoni: un morto

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Essere nel posto sbagliato al momento sbagliato. E così, uno dopo l’altro, come birilli, la Lancia impazzita guidata da uno zingaro ha tirato giù il gruppetto fermo in via Battistini. Prima sei donne, compreso uno scooter con due ragazze sbalzate dalla sella a seguito dell’urto tremendo. Per una 44enne filippina non c’è stato niente da fare. Stava tentando di attraversare la strada quando è stata centrata e scaraventata a terra dall’auto che proveniva a folle velocità. È morta sul colpo. Altri tre sono i feriti gravi, trasportati in codice rosso negli ospedali della Capitale. C’è anche un poliziotto colpito a una gamba: si era messo di traverso con la moto nel tentativo di fermare i rom.

Mentre i passanti prestavano i primi soccorsi, in una scena difficile da dimenticare, il trio della Lancia si è dileguato. Ma la polizia ha rintracciato quasi subito una giovane che era bordo della Lybra grigia, risultata poi non rubata, e sui due complici si stringe il cerchio. Nessuna pietà, chiedono i familiari delle vittime e i residenti del quartiere che da mesi denunciavano furti criminalità. I testimoni parlano di uno scenario «apocalittico», di un «rumore che pareva una bomba», poi delle sirene delle ambulanze, del frastuono, del terrore dipinto sul volto di chi è scampato alla morte. Franco Palozzi, che abita in via Mattia Battistini, sopra al luogo dell’impatto, è sceso per dare una mano. «È successo vicino alla fermata della metro», ha raccontato all’Ansa, «ho visto due donne ferite, una era finita sotto un’auto, e una con la testa fracassata. Mi hanno detto che poilamacchinahainvestito altri due in motorino più avanti, su via di Boccea». «Abbiamo sentito un boato fortissimo. Quando siamo usciti in strada c’erano delle donne stese per terra e sangue ovunque», aggiungono alcuni negozianti.

L’inferno di Boccea-Prima-valle è cominciato verso le otto di sera, orario in cui tanti finiscono di lavorare e salgono su un mezzo pubblico per tornare a casa. Era così per la filippina che ha cessato divivere travolta dalla macchina guidata da un nomade, forse minorenne, ora ricercato insieme al suo complice.

La dinamica è chiara. Secondo quanto ricostruito dalla Squadra mobile, l’equipaggio di una volante, transitando su via Boccea, ha intimato l’alt al conducente che procedeva a forte velocità zigzagando tra le auto. Il guidatore, invece di fermarsi, ha spinto al massimo il piede sull’acceleratore, fino ad arrivare a 180 all’ora in una strada urbana molto frequentata, e ha tentato di seminare le forze dell’ordine. Giunti all’altezza della metro Battistini, i fuggitivi hanno investito alcune persone, tra cui almeno quattro donne, e hanno continuato la corsa. Raggiunti dopo alcuni chilometri di inseguimento, i tre si sono fermati all’altezza di via diMontespacca-to e una volta scesi dalla macchina sono fuggiti a piedi. Due sono riusciti a far perdere le proprie tracce, mentre un terzo, una ragazza, è stata bloccata e portata al commissariato per il fermo. Si tratta di una 17enne abitante del campo della Monachina.

Dalle ricerche effettuate dalla polizia, la Lancia è intestata a uno zingaro che risulta possessore di almeno 24 vetture. Magari uno di quelli con il conto milionario in banca che vivono a spese dei cittadini nei campi rom della Capitale, all’insegna del volemose bene e dell’integrazione a tutti i costi. La procura di Roma procede per omicidio volontario nei confronti del conducente della Lancia. Immediate le reazioni politiche: per Giorgia Meloni, di Fdi, «di fronte a delinquenti senza legge che rubano e uccidono il buonismo è complicità». Attacchi anche da Fi e dalla Lega di Salvini. Sul web poco spazio alla tolleranza: «Basta rom, cacciamoli tutti».

2 COMMENTS

  1. Siamo alle solite. Si approfitta di un atto di delinquenza per chiedere misure (quali poi ? La deportazione ?) contro un’intera categoria.
    Perchè nessuno chiede misure contro le tifoserie che ogni domenica mettono a ferro e fuoco le città ?

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