Roma,blitz della polizia in un palazzo occupato da migranti:fermate 4 persone sprovviste di documenti

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Proseguono le operazioni anti-terrorismo portate avanti dalla polizia in Italia, e questa volta ad essere presa di mira è stato un palazzo occupato da migranti sito in Via Curtatone a Roma, nella zona di Piazza Indipendenza. I controlli sono cominciati ieri mattina intorno alle ore 6 ed hanno permesso di arrivare al fermo di ben 4 persone le quali sono risultate sprovviste di documenti. Il palazzo in questione risulta occupato dai profughi del Corno D’Africa; appena arrivate le forze dell’ordine hanno subito sbarrato entrambi i lati d’accesso a via Curtatone, ovvero dove si trova l’ingresso del palazzo.

GLi occupanti sono risultati quasi tutti rifugiati politici, che da tanto tempo vivono nella vecchia sede dell’Ispra, ovvero l’Istituto per la protezione ambientale. Gli agenti nello specifico hanno controllato ben 556 persone, per lo più cittadini eritrei ed etiopi, ma anche sudanesi ed anche italiani; presenti anche molti bambini e molte donne. “Durante le operazioni d’identificazione nessuno ha opposto resistenza ai controlli della Polizia.

Al termine delle operazioni si è potuto constatare che si trattava per la maggior parte di rifugiati politici, soltanto 4 persone sono state accompagnate presso l’ufficio immigrazione della Questura in quanto prive di documenti. L’operazione rientra nel più ampio progetto di controllo del territorio romano previsto dall’Ordinanza di Servizio del Questore D’Angelo per la sicurezza del Giubileo”, questo quanto si legge nella nota diffusa dalla Questura a conclusione del blitz.«Sono entrati questa mattina presto mentre stavo ancora dormendo.

“Ci hanno detto che dovevano fare un censimento. E così ci hanno chiesto i documenti. Li hanno ripresi con una telecamera e poi hanno ripreso il nostro volto. Qui dentro hanno tutti i documenti, perché per entrare bisogna essere in regola. Io ho la protezione umanitaria», racconta una giovane ragazza eritrea che vive nel palazzo da circa 2 anni, mediatrice culturale e volontaria al centro Baobab.

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