Roma a mano armata: scene da Suburra,sparatoria nella capitale uccisi due uomini

Scene da Suburra nella Capitale nella notte tra lunedì e martedì, nel corso della quale sono rimasti uccisi due uomini a colpi di pistola. Si tratta di due pregiudicati, i quali, come anticipato sono rimasti uccisi nella notte tra lunedì e martedì alla periferia di Roma, in zona Ponte di Nona.Si chiamavano Fabrizio Ventre e Mirko Scarozza, rispettivamente di 26 e 35 anni, rimasti inizialmente feriti l’uno al fianco destro e l’altro alla testa.

Il primo è deceduto una volta giunto in ospedale, mentre il secondo sarebbe morto in sala operatoria durante un intervento chirurgico a cui è stato sottoposto all’ospedale di Tor Vergata.Adesso, su quanto accaduto stanno indagando i carabinieri del Nucleo investigativo del gruppo di Frascati, Nucleo Operativo della Compagnia di Tivoli e della Stazione Settecamini. Gli agenti hanno anche acquisito le immagini di alcune telecamere di videosorveglianza presenti nella zona circostante. E’ stata,inoltre, disposta l’autopsia sul corpo dei due giovani per capire se questi siano stati uccisi dalla stessa pistola oppure da armi diverse, per cercare di chiarire anche la dinamica dell’agguato.

Al momento non si esclude che il duplice omicidio possa essere collegato ad un regolamento di conti, anche per droga, ma il fatto che siano stati esplosi soltanto due colpi di pistola, potrebbe far pensare ad altri scenari. “Erano bravi ragazzi.Pulisco per rispetto di questi due giovani. Abitiamo qui da venti anni e venite solamente quando succedono cose come questa, andatevene, abbiate rispetto per i morti e per il dolore di amici e parenti”, urla contro i cronisti una signora con la scopa in mano mentre tenta di ripulire le tracce ematiche dal luogo della tragedia.

Roma si è trasformata nel set di Suburra ieri notte, quando a Ponte di Nona, nell’estrema periferia est, tra case popolari e strade male illuminate due uomini sono stati feriti a colpi di pistola e lasciati in terra. Uno è deceduto durante il trasporto in ospedale, l’altro nonostante la corsa al policlinico di Tor Vergata è morto in sala operatoria.

Potrebbe essere un regolamento di conti per nell’ambiente della droga o una rivalità per una donna contesa la causa della morte di Fabrizio Ventre, 35 anni e Mirko Scarozza di 26. Gli uomini nel nucleo investigativo dei carabinieri di Frascati stanno lavorando per scoprire il movente dell’agguato e cercano, attraverso le registrazioni delle telecamere della zona, di scoprire i movimenti tra via Raul Follerau e via Berta Von Suttener e nelle zone limitrofe dove ha avuto luogo l’agguato.

L’episodio è accaduto lunedì sera prima della mezzanotte. A dare l’allarme al 118 è stato un passante che, dopo aver visto i corpi dei due uomini riversi nel sangue, ha chiamato i soccorsi. Stando alle prime ricostruzioni, però, non ci sarebbero testimoni di quanto avvenuto. È difficile che a quell’ora, in quella zona, qualcuno abbia visto. La pista dello spaccio potrebbe essere la più probabile. Ventre infatti, tre figlie (due bambine, di un anno e mezzo e di 3, e un’altra ragazza ancora non maggiorenne), colpito dai proiettili alla testa, avrebbe dovuto essere ai domiciliari nella sua casa poco distante al luogo della sparatoria, in cui scontava una pena per spaccio e detenzione di stupefacenti. Un curriculum simile anche per Scarozza, deceduto per una ferita al fianco destro, noto infatti alle forze dell’ordine per i suoi precedenti di spaccio di droga.

Scarozza e Ventre sono stati feriti da colpi di pistola, forse sparati da distanza ravvicinata, dal killer o i killer poi fuggiti. Probabilmente i due uomini si sono presentati a un appuntamento per chiarire dei conti in sospeso, scegliendo un luogo isolato e rimanendo vittime di un agguato. I carabinieri stanno cercando testimoni. Nella notte sono state eseguite perquisizioni nelle case di pregiudicati della zona e sono stati istituiti posti di blocco nella zona sud est della capitale tra i quartieri di Tor Bella Monaca, Bor- ghesiana e Casilino. Gli investigatori del nucleo investigativo del gruppo di Frascati e della compagnia di Tivoli – coordinati dal procuratore aggiunto di Roma Pierfilippo Laviani – non escludono altri scenari. Neanche che i due si siano sparati a vicenda: secondo alcuni i due amavano la stessa donna, ma sul posto non sono state trovate armi. E quindi a sparare potrebbe essere stata una terza persona. Elementi preziosi si attendono dall’autopsia delle vittime. L’esame autoptico, che sarà condotto al policlinico Tor Vergata, sarà determinante per capire se sono stati vittime di un agguato, di killer che li hanno freddati, o se si sono sparati a vicenda.

Ponte di Nona è un quartiere dove lo spaccio e la micro criminalità sono forti e i residenti organizzati in comitati hanno più volte invocato maggiore presenza delle forze dell’ordine. Sul luogo dell’agguato, sul ciglio di un marciapiede davanti al muro imbrattato di scritte di un palazzo, qualcuno ha portato un mazzo di fiori. «Da Costantino e Maria. Tvb», diceilnastro. Su Facebook G., la figlia più grande di Ventre, piange la scomparsa del padre: «Riposa in pace angelone mio sei e sarrai sempre il mio papone mi manchi amore Mio». E che sia una zona “calda” lo ha dimostrato il grave episodio avvenuto ieri mattina quando una giornalista del Tg1 Flavia Lorenzoni, mentre stava registrando alcune interviste sul duplice omicidio avvenuto la notte scorsa, è stata aggredita sia verbalmente che fisicamente da alcuni familiari di una delle vittime. Non solo, la giornalista del Tg1 è stata minacciata anche con un cane pitbull tenuto al guinzaglio, mentre l’auto della troupe televisiva è stata presa a pugni e calci. «Un episodio di violenza inaccettabile, nei confronti di chi stava svolgendo il suo lavoro di servizio pubblico documentando un grave fatto di cronaca. Alla collega e alla troupe va la solidarietà dell’intera redazione del Tg1», ha commentato il comitato di redazione della testata giornalistica.

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