Roma:truffa dei vestiti ai poveri,Ama cancella i cassonetti gialli di raccolta abiti usati

Novità nella capitale, novità che riguarda i famosi cassonetti gialli per i vestiti usati, disposti nelle strade di Roma. L’AMA negli ultimi giorni ha interrotto il servizio di raccolta differenziata di indumenti usati sul territorio comunale revocando nello stesso tempo l’affidamento ai consorzi aggiudicatari Sol.Co e Bastiani. Il motivo? Sembra che alla base della decisione della società, vi siano sospetti di infiltrazioni emerse nell’ambito dell’inchiesta su Mafia Capitale.

In realtà il caso era scoppiato lo scorso mese di settembre, quando il Presidente della Sol.Co, Mario Monge era stato accusato di truffa per aver rivenduto gli abiti depositati negli appositi cassonetti gialli e per questo motivo finito ai domiciliari. «Ama spa comunica di aver disposto l’interruzione del servizio di raccolta differenziata di indumenti e accessori di abbigliamento usati sul territorio comunale, revocando l’affidamento ai consorzi aggiudicatari Sol.Co e Bastiani. Nei prossimi giorni, pertanto, i consorzi citati dovranno rimuovere i circa 1.800 contenitori gialli dedicati alla raccolta nella città di Roma. Si rende noto, inoltre, che il consiglio di amministrazione di Ama ha già deciso che tale servizio di raccolta differenziata verrà internalizzato», si legge nel comunicato dell’Ama.

«All’interno del documento si evidenziano condotte non corrette dei due consorzi nella gestione e nella partecipazione alla gara del 2008, nonché l’esistenza di gravi infiltrazioni mafiose che avrebbero interessato anche direttamente talune delle cooperative esecutrici del servizio. Gli attuali vertici di Ama Spa, anche in questo caso, assicureranno la massima collaborazione alla Procura della Repubblica che, attraverso la Direzione Distrettuale Antimafia, ha richiesto gli atti relativi sia all’appalto del 2008 sia a quello risalente al 2013, riguardanti i medesimi soggetti», aggiunge l’Ama.Lo scorso mese di settembre, da quanto è emerso, l’Antitrust sembra abbia multato l’Ama di 100 mila euro per alcune pratiche scorrette circa le informazioni sui cassonetti gialli adibiti per la raccolta degli indumenti.

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