Usa, arriva il Salmone transgenico: scioccante ok Fda al pesce Ogm ‘Frankenstein’

Via libera negli Stati Uniti al ‘Frankenfish‘ o, se volete, al pesce ‘Frankenstein’. Ci riferiamo in particolare al salmone, a quello geneticamente modificato che presto arriverà sulle tavole di tutti i cittadini americani. Questo dopo che l’Autorità preposta, la Food and Drug Administration (Fda), ha dato l’ok al consumo del primo prodotto Ogm di origine animale negli States giudicandolo non rischioso per la salute.

Rispetto al salmone naturale, compreso quello da allevamento, quello geneticamente modificato presenta i geni di altri due pesci, il salmone reale ed un altro pesce che è simile all’anguilla. Prodotto dalla società AquaBounty, il salmone Ogm cresce in un tempo dimezzato rispetto al salmone normale prima che possa essere messo in vendita.

E così, se secondo la Fda il salmone Ogm non presenta ‘differenze biologicamente rilevanti nel profilo nutrizionale’ rispetto al salmone da allevamento, secondo il presidente dell’azienda produttrice, Ron Stotish, ‘il nuovo salmone porterà cibo nutriente e sano ai consumatori, senza danneggiare l’habitat marino e l’ambiente‘. Inoltre, secondo l’azienda l’arrivo sul mercato del salmone ‘AquAdvantage’ andrà a ‘cambiare le regole del gioco‘.

Non la pensano così però i critici, ovverosia coloro che al pesce ogm hanno dato il nome di ‘Frankenfish’ in quanto non solo potrebbe essere causa di allergie, ma se dovesse scappare in mare il salmone Ogm potrebbe decimare la popolazione dei salmoni naturali. A sua volta la Fda tende però la mano proprio ad AquaBounty facendo presente che la popolazione dei salmoni Ogm sarà sterile mantenendo fertile solo una piccola parte per la riproduzione.

“Di fronte ad una escalation nell’applicazione delle biotecnologie al regno animale, con modificazioni genetiche e clonazioni, occorre intervenire tempestivamente – conclude la Coldiretti – con un adeguamento delle normative comunitarie per impedire l’importazione di questa preoccupante novità di cui non si sente certamente il bisogno. Una esigenza che è ancora più evidente alla luce del negoziato in atto sul libero scambio tra unione europea e stati uniti, il cosiddetto Ttip”.

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