Salva Banche, le vittime infuriate: ‘Ci hanno truffato, trasferiamo i nostri conti’, no al contentino

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I risparmiatori che hanno in portafoglio le obbligazioni bancarie subordinate dei quattro istituti di credito salvati dal governo sono pronti a dare battaglia. ‘Ci hanno truffato, trasferiamo i nostri conti’, fa sapere il collettivo delle ‘Vittime del Salva Banche‘ che, tra l’altro, dicono no al contentino relativo alla possibile costituzione di un Fondo di solidarietà che garantirebbe solo indennizzi parziali e solo per una piccola quota di risparmiatori.

In accordo con quella che è, con un comunicato, la posizione del gruppo ‘Vittime del Salva Banche‘, tutti i risparmiatori coinvolti ‘sono stati spinti, in maniera inconsapevole, ad acquistare obbligazioni subordinate’. Di conseguenza, sempre secondo il collettivo, ci sono i presupposti per procedere su tutta una serie di reati da accertare, dalle dichiarazioni false al mercato alla frode e passando per la mancata vigilanza.

La protesta delle vittime delle obbligazioni subordinate, come sopra accennato, prevede il trasferimento dei conti correnti dalle banche salvate, ovverosia Banca Popolare di Etruria e del Lazio, Banca Marche, Banca Carife e Carichieti, ad altri istituti di credito che non siano peraltro coinvolti nelle prossime settimane nel processo di acquisto dei ‘nuovi’ istituti bancari.

Questo perché secondo il collettivo la vendita delle obbligazioni è avvenuta da parte ‘degli stessi dipendenti delle 4 banche, come titoli sicuri e con tassi di interesse bassi, quindi che non presupponevano alcuna speculazione e alcun rischio’. Ed invece ora i risparmiatori, con alcuni di questi che hanno avuto così tanta fiducia nella propria banca da aver investito i soldi di una vita, si ritrovano con in mano carta straccia.

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