Sanità, Israelitico di Roma: i lavoratori protestano, ‘Non chiudete l’ospedale, 800 a rischio’

Con un sit-in in piazza Santi Apostoli i lavoratori dell’Israelitico di Roma hanno ribadito la necessità di trovare una soluzione affinché l’ospedale non venga chiuso visto che a rischio è il futuro di 800 posti di lavoro e di altrettante famiglie.

Il sit-in è stato organizzato ieri dai Sindacati per sensibilizzare le istituzioni su una struttura ospedaliera dal futuro a dir poco incerto dopo uno scandalo fatto di truffe e di arresti. ‘L’ospedale è praticamente morto e ci sono qui anche i pazienti che vogliono continuare a essere seguiti da noi’, hanno fatto presente i manifestanti nel ricordare che salvare l’Israelitico di Roma significa anche far continuare a mantenere attiva una struttura che ha ben 119 anni di storia.

Aspettando di incontrare Franco Gabrielli, prefetto di Roma, durante il corteo tra fischietti, bandiere e megafoni è stato pure visto uno striscione dell’Anmirs, l’Associazione nazionale medici istituti religiosi spedalieri con il Segretario Nazionale Donato Menichella che, con una nota, ha dichiarato che ‘l’incontro con il Prefetto Gabrielli ci fa ben sperare per il futuro dell’ospedale Israelitico e di tutti i suoi dipendenti‘.

Per l’Israelitico si va verso la nomina di un Commissario d’intesa con il Ministero della Salute. In questo modo, facendo tra l’altro leva su una norma inserita nel cosiddetto Decreto Salva Regioni, ci possono essere margini per la salvaguardia dei livelli occupazionali.

‘Ora però occorre fare presto’, ha aggiunto il Segretario Nazionale dell’Anmirs, ‘accorciando il più possibile i tempi burocratici sulla nomina del Commissario per dare risposte immediate non solo ai dipendenti ma anche a tutti i pazienti dell’ospedale‘.

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